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Dopo Imperia, i Radicali in visita al carcere di Sanremo

L'appuntamento è per domani 22 giugno, alle 11

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Sanremo. Prosegue la mobilitazione dei Radicali che, dopo Imperia, domani 22 giugno, alle 11, visitano il carcere di Sanremo.

Partecipano: Stefano Petrella, tesoriere GRAF/Genova e Associazione “Nessuno Tocchi Caino”; Gian Piero Buscaglia, segretario GRAF, Gruppo Radicale Adele Faccio di Imperia (anche stavolta dona una valigia di fumetti e libri alla biblioteca dell’Istituto); Patrizia De Fusco, GRAF e Ass. Coscioni, Genova; Massimiliano Cammarata, membro della direzione provinciale e cittadina del PD di Imperia; Matteo Longo, segretario provinciale dei Giovani Democratici. Alla conferenza stampa è invitato il Direttore, dr Francesco Frontirrè, poiché non vi sia contrapposizione ma collaborazione con chi trascorre gran parte della giornata e della vita in questo particolare contesto: in fondo, pure lui e tutto il personale di vigilanza sono “prigionieri”, quanto coloro che scontano una pena.

Se il carcere di Imperia, pur nelle difficili condizioni in cui versano le strutture penitenziarie liguri (aggravate dall’assenza di un istituto a Savona!), conferma aspetti conosciuti riguardo a dimensioni e logistica, lo stesso non si può dire di quello di Sanremo, ben più grande, decentrato in Valle Armea, ma non più casa circondariale: esso si trova, pertanto, in una situazione estremamente critica laddove potrebbe, invece, rappresentare una eccellenza.

Con la collaborazione del direttore e del personale, i temi da affrontare sono, fra gli altri: numero di agenti penitenziari proporzionato a quello della popolazione carceraria, italiana e straniera; collaborazione con l’ASL per un trattamento sanitario personalizzato; numero di internati occupati in attività lavorative e didattiche, etc. La struttura ha elementi di assoluta positività che, se valorizzati, con un aumento dell’organico e una miglior dislocazione dei detenuti, farebbero del carcere di Sanremo un esempio da seguire: notevoli, infatti, il lavoro dell’azienda manifatturiera interna, le strutture sportive, gli spazi per i colloqui.

“A margine di tali visite – che per noi rientrano in quelle solite effettuate in Liguria – non possiamo non rivolgerci direttamente al neo Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: Ha costui una minima idea di quale sia la situazione carceraria in Italia? Ha mai visitato un carcere? Siamo disposti a portarlo in una delle nostre visite per fargli toccar con mano l’insostenibile situazione che devono vivere ogni giorno detenuti e agenti.

Venga con noi a visitare le carceri prima di far proposte che, se attuate, avrebbero come risultato l’esatto contrario di ciò che dice di voler ottenere. Sostenere, infatti, di poter garantire la rieducazione del detenuto esclusivamente all’interno delle strutture carcerarie – ha mai studiato le statistiche sulle recidive? – significa non avere un minimo di cultura del diritto, della legge, della giustizia e della realtà”.

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