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Due carabinieri alla sbarra per la morte di uno spacciatore: in aula i teste raccontano l’arresto

I fatti risalgono al giugno del 2013

Imperia. Sfilata di testimoni, oggi in Tribunale, nel corso di un’udienza del processo per la morte di Bohli Kaies, spacciatore tunisino morto dopo essere stato arrestato nel giugno del 2013.

Sul banco degli imputati ci sono due carabinieri: 35enne Fabio Ventura e il 40enne Gianluca Palumbo, i militari che all’epoca dei fatti prestavano servizio presso la stazione di Santo Stefano al Mare e che dovranno rispondere di omicidio colposo: secondo l’accusa rappresentata dal pm Lorenzo Fornace, infatti, il tunisino sarebbe stato bloccato a terra con eccessiva forza e questo gli avrebbe impedito di respirare. Il giovane è poi morto in ospedale.

A difendere i due carabinieri sono gli avvocati del foro genovese Paolo Pendini e Alessandro Vaccaro. Mentre la moglie di Kaies, che si è costituita parte civile, è assistita dall’avvocato Paolo Burlo. Oggi i testimoni dell’accusa, di fronte al giudice Laura Russo, hanno raccontato le concitate fasi dell’arresto.

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