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Costa Azzurra, Plage La Paloma a Saint-Jean-Cap-Ferrat smantellata dai gendarmi

Abusiva dal 2010 ha subito la stessa sorte de La Mala a Cap d'Ail

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Prosegue il giro di vite delle autorità francesi contro le situazioni irregolari in ambito demaniale. Un altro stabilimento balneare molto conosciuto e ben frequentato da italiani ha subito l’intervento delle forze dell’ordine affiancate da operai che hanno iniziato a smantellare le strutture mobili de La Paloma nella penisola di Saint-Jean-Cap-Ferrat.

L’ansa della Scaletta che ospita questa ‘plage’ si trova all’interno della baia di Villafranca e nei giorni scorsi, precisamente giovedì 21 giugno, proprio il primo giorno dell’estate, ha visto l’irruzione alle prime ore del mattino di un imponente schieramento di ufficiali giudiziari, gendarmi e operai che hanno immediatamente iniziato a sgomberare la porzione di litorale e confiscato lettini e ombrelloni, in attesa di conoscere la sorte delle strutture fisse. Su cucine e terrazze incombe lo spettro della demolizione che potrebbe essere ordinata nei prossimi giorni.

La Paloma esiste dall’immediato dopoguerra, quando un privato trovò un accordo con l’allora Genio Civile che autorizzò la privatizzazione per un lungo periodo che inevitabilmente sarebbe scaduto nel 2010. Da otto anni ad oggi tutti hanno chiuso un occhio ma era chiaro che i gestori occupavano abusivamente, senza titoli né diritti, quella porzione di spiaggia sinché non si è arrivati alla resa dei conti. Al momento la situazione è in stand-by dopo che la municipalità di Saint-Jean ha chiesto un incontro con la Prefettura per salvaguardare una decina di posti di lavoro ma soprattutto uno dei suoi fiori all’occhiello turistici.

La Paloma vive comunque lo stesso incubo e lo stesso amaro destino di un’altra spiaggia ancora più famosa della vicina Costa Azzurra, quella de La Mala a Cap d’Ail che a distanza di un mese dal blitz delle forze dell’ordine non ha ancora subito la demolizione delle strutture fisse ma non ha più visto il posizionamento di lettini, ombrelloni e tavolini se non quelli privati e personali dei turisti che, ancora in pochi causa maltempo, continuano a frequentare quel gioiellino di litorale.

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