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Chiappori dopo Ambrosini, la Lega imperiese contro i vertici regionali: “Basta scelte calate dall’alto” foto

Forti maldipancia nel Carroccio dopo la deblacle del modello Toti alle amministrative di Imperia, Vallecrosia e Bordighera

Diano Marina. C’è un tale mal di pancia in casa del Carroccio imperiese dalla notte della sconfitta di Luca Laneri e del modello Toti ad Imperia, che è impossibile da nascondere.

Dopo l’intervento dell’ex segretario provinciale Giulio Ambrosini (qui) – messo da parte per aver partecipato alla prima convention del nuovo sindaco Claudio Scajola, quando questi non era ancora ufficialmente in corsa –  a parlare è Giacomo Chiappori, altro leghista della prima ora, già parlamentare e attuale primo cittadino della Città degli Aranci.

Anche lui, come Ambrosini, era stato criticato dai vertici regionali del partito per aver voluto partecipare ad un evento pubblico organizzato dall’ex Ministro dell’Interno. Chiappori però, da sindaco e vecchia guardia del partito (sempre e solo iscritto alla Lega) non fu, e tantomeno poteva essere, silurato come il collega di partito.

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Sindaco, cosa ne pensa delle parole di Ambrosini? Alla fine aveva ragione…

“Ambrosini è stato stupidamente fatto diventare l’emblema di una spaccatura che in realtà non esisteva. Rimango dell’idea che, nella qualità del suo ruolo, potesse andare a sentire cos’aveva da dire Scajola”.

Partecipò anche lei a quella convention: la Lega poteva stare dalla parte d”u ministru’ in versione civica?

“Io sono stato invitato da Scajola perché Sindaco del Comune limitrofo più importante. Voleva rendermi partecipe di quel qualcosa che stava per costruire. A me non stava particolarmente simpatico. Basti pensare che Claudio Scajola è venuto per ben due volte, nel 2011 e nel 2016, a contrastare la mia di candidatura”.

“Del suo discorso l’unico punto che mi aveva convinto – continua Chiappori – è che rimane un uomo che sa il fatto suo e sa cosa vuol dire amministrare”.

Arriviamo alla campagna elettorale. Ambrosini ha rivendicato di aver avuto ragione e la storia lo ha confermato. E’ stato un errore portare avanti a tutti i costi il modello Toti?

“Il problema è che il Triumvirato (Piana, Viale, Di Muro, responsabili delle candidature/debacle alle amministrative provinciali insieme al viceministro Rixi, sostenitore della scelta di Luca Lanteri, ndr.) ha sbagliato il candidato. Se i Triumvirati, se i modelli Toti, faranno scelte simili anche a Sanremo come le han fatte ad Imperia, scelte calate dall’alto senza sentire la base, può darsi che andremo incontro agli stessi errori”.

“Ma come poteva venire Toti a fare una campagna elettorale per uno che era contro di lui alle scorse regionali? A ponente Noi non abbiamo bisogno di Triumviri. Quando abbiamo vinto con il monocolore Oddo a Sanremo, avevamo un segretario e un direttivo provinciale. Non abbiamo bisogno di gente che viene da Roma o da Genova a dettarci le candidature. Abbiamo bisogno di un segretario provinciale che prenda delle decisioni e riferisca a quello regionale cos’ha deciso il territorio… Insomma: il Triumvirato non serve ad un accidente”.

Come ripartire?

“Tagliamo meno nastri, facciamo meno ‘Red Carpet’ e occupiamoci di cose un po’ più concrete. Per pulire un torrente devo aspettare il benestare dell’assessore regionale che ci mette mesi a decidere. Ma ci rendiamo conto?”.

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