Riviera24.it - Notizie in tempo reale, news a Imperia e Sanremo di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

35 anni dall’arresto di Enzo Tortora: i Radicali manifestano davanti al carcere di Imperia foto

Sono previste mobilitazione con visite in 40 istituti di pena

Imperia. 35 anni fa, il 17.6.1983, il giornalista Enzo Tortora fu arrestato per traffico di droga e associazione camorristica. Era innocente e dopo 3 anni fu assolto; soltanto i Radicali di Pannella gli credettero e lo candidarono al parlamento europeo ove fu eletto con un mare di preferenze; con sapiente regìa, Tortora si dimise da deputato, rinunciò all’immunità, si consegnò alla giustizia, si sottopose a nuovo processo.

A 35 anni da quell’ingiusto arresto, i radicali organizzano una grande mobilitazione con visite in 40 istituti di pena; circa 200 tra militanti e rappresentanti politici si recheranno nelle carceri di 14 regioni italiane per verificarne le condizioni.

L’appuntamento in provincia è davanti al carcere di Imperia, lunedì 18 giugno, alle ore 9.30.

Parteciperanno: G.Piero buscaglia, Graf gruppo radicale Adele faccio Imperia; Patrizia De Fusco, Graf e associazione Luca Coscioni Genova; Dario Belmonte, Graf e associazione certi diritti; Stefano Petrella, tesoriere graf genova e associazione nessuno tocchi caino; Massimiliano Cammarata, segretario Giovani Democratici di Imperia.

“35 anni dopo, nonostante il costante tentativo di riformare l’ordinamento per una giustizia giusta, ci ritroviamo dinnanzi a una spaventosa crisi dei principi dello stato di diritto – sostiene il segretario Riccardo Magi, deputato di +Europa – il 2018 segna la reiterata sconfitta della struttura garantista che lo stato italiano si era ripromesso di rispettare dopo il fatale errore commesso nella vicenda giudiziaria tortora; il 2018 sarà ricordato per l’istituzione di un processo speciale per i richiedenti asilo che li priva dei gradi di giudizio accordati, invece, a qualsiasi cittadino; e le premesse del contratto di governo lega-5* ci indicano che sul piano della giustizia e delle garanzie fondamentali vivremo tempi durissimi, mentre la relazione del garante nazionale dei detenuti conferma le criticità delle nostre carceri su cui grava la mancata attuazione della tanto attesa riforma dell’ordinamento penitenziario”.

Particolare attenzione sarà rivolta ai detenuti stranieri, che nel nostro paese rappresentano 1/3 della popolazione carceraria; i risultati della rilevazione saranno elaborati e presentati in conferenza stampa alla camera nelle prossime settimane. “Continueremo a entrare nelle carceri e ci faremo carico dei diritti dei più vulnerabili, per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti, e sono troppi – diceva tortora – e crescono ogni giorno a causa di leggi e politiche dissennate, giustizialiste e miopi”.

Conclude Buscaglia: “Incuranti del nuovo clima politico, i radicali proseguono le loro lotte, da un lato infischiandosene dei nuovi governanti forcaioli, dall’altro mostrando ai monopolisti del bene (niente paura: è solo una specializzazione del buonismo) come non basti far convegni con illustri criminologi, ma occorra proprio entrare nelle celle; se questi si appropriano di tutto il bene (gli storici temi radicali, dal “credere disobbedire combattere” al garantismo), a noi non resta che occuparci del male: caino & garibizzo, come da cronaca imperiese di questi giorni. nessuno tocchi caino!”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Riviera24.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.