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Veto di Mattarella a incarico Savona, onorevole Di Muro: “Atto vergognoso senza eguali nella storia della Repubblica”

"Giusto tornare a votare per ridare la parola agli italiani"

Ventimiglia. “Credo che il comportamento del presidente Mattarella sia stato vergognoso e che non abbia eguali nella storia della Repubblica”. A dirlo in merito al veto imposto dal presidente della Repubblica sulla nomina del ministro Paolo Savona, è l’onorevole Flavio Di Muro (Lega), che domani con i colleghi parlamentari parteciperà ad una riunione a Roma alla presenza di Matteo Salvini: “Ragioneremo con lui su quale linea tenere nei prossimi giorni”, spiega.

In un’intervista telefonica, Di Muro ha ripercorso l’iter che ha portato, dopo 85 giorni di stallo e di tentativi infruttuosi di dare un governo al Paese, ad un impasse politica che rischia di trasformarsi un una crisi istituzionale senza precedenti, dopo il “no” del Quirinale che ha di fatto bocciato la proposta di Giuseppe Conte, incaricato di formare un governo, di nominare l’economista sardo Paolo Savona ministro dell’Economia. Una scelta, quella di Mattarella, che ha scatenato l’ira di Matteo Salvini (Lega) e Luigi Di Maio (M5S).

“Apprezzo il lavoro fatto da Matteo Salvini, che ha deciso di creare questo accordo di Governo con il Movimento 5 Stelle, dopo aver avuto il via libera dagli alleati del centrodestra”, ha detto Di Muro, “Ha lavorato giorno e notte ed è riuscito a stilare un bel programma con una prospettiva di futuro per questo Paese condensata in 50 pagine. Ha scelto la propria squadra di ministri e poi si è scoperto che arrivando al Colle il presidente Mattarella ha posto il veto su un nome. Questo è un atteggiamento sbagliato: è stato fatto un processo alle intenzioni”.

Secondo l’onorevole Mattarella avrebbe “potuto benissimo accettare i ministri proposti e se poi avesse ritenuto di non promulgare una legge portata avanti dall’eventuale ministro dell’Economia Savona, avrebbe potuto bloccarla in quel contesto, così come anche la Corte Costituzionale può intervenire ogni qual volta ne ravvisi la necessità”.

In questo modo, secondo Di Muro, non si sarebbe creata la situazione di stallo attuale: un “caso” istituzionale, più che politico, che ha “aggravato il clima nel Paese”. “Non è neanche un bel segnale per gli elettori che il 4 marzo si sono recati alle urne e si trovano ancora oggi senza un governo”, ha aggiunto il deputato, “Fa riflettere che non sia stato dato un mandato iniziale a Matteo Salvini, al quale mancavano dei numeri alla Camera e al Senato per riuscire a formare il Governo; fa riflettere che sia stato dato mandato a Conte di crearne uno salvo poi mettergli i veti sui ministri e infine, sia stato dato un incarico a Carlo Cottarelli che, ad oggi, gode della sola fiducia del Partito Democratico. Mi sembra un azzardo fuori dalle prerogative del presidente della Repubblica”.

Dopo le dimissioni da premier di Conte, Mattarella ha infatti affidato nelle scorse ore all’economista lombardo l’incarico di formare un governo snello, con pochi ministri, che sarà presentato al Quirinale in tempi strettissimi, probabilmente entro domani. Cottarelli ha infatti spiegato che si presenterà in Parlamento con un programma che porti l’Italia al voto nel 2019, dopo il sì alla Legge di Bilancio, se avrà la fiducia; o ‘dopo agosto’ se non l’avrà.

“E’ sicuramente giusto tornare a votare il prima possibile”, ha commentato Flavio Di Muro, “Per ridare la parola agli elettori. Certo è che se torniamo alle urne e poi, se otteniamo di nuovo o superiamo il successo del 4 marzo, e poi ritroviamo nuovamente dallo stesso presidente della Repubblica che nonostante il voto popolare non ci dà l’incarico di Governo, allora siamo in un cortocircuito democratico nel quale bisogna valutare ogni mossa con attenzione”.

“Siamo molto sfiduciati dall’atteggiamento di Mattarella”, ha concluso l’onorevole, “Pensavo fosse molto più equilibrato nella gestione del proprio ruolo. Ci spaventa avere un rapporto così poco collaborativo con la più alta istituzione della Repubblica. Ora bisogna valutare se attuare una procedura di impeachment o fare altre azioni in Parlamento piuttosto che non votare o votare contro la fiducia a Cottarelli”.

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