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Vallecrosia, la lettera aperta di Lorenzo Bernabò sulla situazione dell’ospedale Saint Charles di Bordighera

"E’ responsabilità di chi amministra fare in modo che le esigenze della popolazione vengano soddisfatte"

Vallecrosia.  Scrive il candidato consigliere Lorenzo Bernabò, della lista del sindaco uscente Ferdinando Giordano.

“Io sono nato a Bordighera. Una fredda mattina di gennaio, dove, come mi ha sempre raccontato mio padre, il cielo limpido e azzurro delle tipiche giornate invernali della Riviera era spazzato dalla tramontana gelida che arrivava dalle montagne, era l’ anno 1979.

I miei bambini no, loro sono nati ad Imperia e sulla loro carta d’ identità l’anno di nascita inizia con “20..”. In mezzo a questi 2 eventi, per si snoda una storia complessa. Non è mia intenzione fare la cronistoria ospedaliera del ponente ligure di questi ultimi 40 anni, mi limito a considerare che ora, per i cittadini del comprensorio Intemelio, se si vuole essere curati, se si vuole andare ad un “Pronto Soccorso” la meta più vicina è Sanremo.

A Bordighera esiste solo un “Punto di Primo Intervento”, sembrano giochi di parole, ma per chi, dall’interno di un’Ambulanza con le sirene spiegate in mezzo al traffico non vede l’ora di arrivare perché semplicemente “sta male”, è molto di più che un gioco di parole. E’ responsabilità di chi Amministra fare in modo che le esigenze della popolazione vengano soddisfatte, se poi si parla della salute, allora la faccenda è, scusate il termine, dannatamente seria.

Bene, passiamo ai fatti, lunedì 11 giugno 2018 verranno aperte le buste per l’appalto della Regione Liguria per la gestione delle strutture dell’Ospedale “Saint Charles” di Bordighera, sapremo quindi, quale Azienda si aggiudicherà la responsabilità di garantire il servizio sanitario nell’ area Intemelia. Dobbiamo anche essere oggettivi, il Servizio Sanitario Nazionale, non può, dalle parole dell’Assessore Regionale alla Sanità, supportare i costi di gestione del “Pronto Soccorso” nell’area sanitaria a Bordighera, bisogna quindi dare atto a Sonia Viale, la quale era già riuscita a garantire il PPI (Punto di primo intervento) H24, di aver avuto il coraggio di intraprendere una strada complessa ma inevitabile per poter soddisfare un’esigenza legittima che negli ultimi tempi era stata messa in discussione, ad iniziare con la determinazione, nel Piano Sanitario Regionale, del “Pronto Soccorso” nell’ Ospedale di Bordighera, che in qualche modo vincola o nel minore dei mali, permette, la sua realizzazione da parte degli appaltatori.

Ora dopo anni riusciremo ad evitare la temuta chiusura dell’Ospedale e, anzi, si potrà ben sperare in una crescita dei servizi erogati per i cittadini. Il tutto attraverso l’interazione con l’investitore privato che dovrà garantire servizi che ora non sono disponibili. Certo, molte sono le domande che sorgono in un contesto del genere, intanto la sostenibilità economica dell’infrastruttura che viene rilevata, quella relativa alla gestione dei reparti e degli accessi, tutte variabili considerate da chi ha presentato una proposta, ma che dovranno, secondo me, essere approfondite dagli organi pubblici di controllo, per non correre il rischio cadere, nel lungo periodo, in problematiche legate alla remunerabilità di alcuni settori in concorrenza con altri.

Perché se è vero che la gestione privata è l’unica via di fuga per la situazione attuale è anche vero che l’erogazione dei servizi sulla salute, mal si coniuga con la, sicuramente legittima, propensione al massimo utile che un’azienda privata persegue.

Un difficile equilibrio che dovrà essere gestito con la lungimiranza di chi ha ben chiaro ciò che la nostra zona potrà essere e che non ha la presunzione di pensare che le soluzioni si troveranno al momento in cui i problemi si presenteranno, quel momento potrebbe essere troppo tardi. La ricaduta di risorse per il comprensorio intemelio che arriveranno dalla metà della somma che verrà chiesta dal Comune di Bordighera per l’affitto della struttura, sarà sicuramente un piccolo tesoretto che potrà fare la differenza per tutti quei servizi sanitari extraospedalieri che ora mancano di fondi, anche nell’ottica di diminuire l’affluenza per quelle patologie e situazioni sanitarie facilmente gestibili con interventi in loco.

Molto lavoro c’è ancora da fare, ma la strada intrapresa promette di risolvere un problema realmente grave per il nostro territorio, noi come Progetto Vallecrosia, nel quale sono candidato come Consigliere alle elezioni Amministrative di Vallecrosia, abbiamo intenzione di supportare pienamente sia il progetto che i controlli necessari affinchè possa progredire negli anni indipendentemente dalle sollecitazioni economiche che potrebbero presentarsi”.

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