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Vallecrosia, il ponte sul torrente Verbone finisce alla Corte dei Conti: i dettagli

Paolino e Aprosio presentano esposto: "L’attenta analisi dei fatti e degli atti amministrativi ha fatto emergere un quadro talmente grave"

Vallecrosia. E’ finito alla Corte dei Conti il “caso” del ponte realizzato sul torrente Verbone. A depositare un esposto relativo alla costruzione del ponte a spese dei contribuenti di Vallecrosia, sono stati l’assessore Emidio Paolino e il conigliere Claudia Aprosio. Secondo i due amministratori comunali, la realizzazione del ponte, sotto l’allora amministrazione Croese, costituì un grave danno al bilancio comunale.

“Quando si è chiamati ad amministrare una Comunità e si vogliono ottenere risultati utili, sia a breve che a lungo termine, per questa Comunità è necessario, a volte indispensabile, fare delle scelte e avere la forza, la costanza e il coraggio di portarle avanti”, hanno dichiarato, “Per questo ci sentiamo di condividere il detto “chi non fa non sbaglia”. Ci sono, però, errori che non si possono scusare; in passato ci sono state scelte sbagliate, gravemente sbagliate, che in queste settimane vengono, però, esaltate da alcuni (fortunatamente non da tutti) come un grande successo amministrativo. Ad esaltare queste scelte è proprio chi oggi, con prepotenza, arroganza e supponenza intellettuale (sarà forse l’effetto Dunning-Kruger?), vuole ritornare al “potere” ad ogni costo, come chi ha ben potuto constatare, partecipando agli incontri pubblici del  7 e del 13 maggio”.

“Non era più nelle nostre intenzioni ritornare su certe situazioni del passato”, hanno aggiunto Paolino e Aprosio, “Ma il clima di oggi e l’atteggiamento di alcuni protagonisti dell’epoca ci hanno imposto una riflessione e un approfondimento delle vicende che hanno portato alla realizzazione dell’ormai noto “ponte con le bretelle”, da molti conosciuto anche come il “ponte della vergogna”. L’attenta analisi dei fatti e degli atti amministrativi ha fatto emergere un quadro talmente grave da vederci costretti a depositare (raccomandata A/R del 24.05.2018) un esposto presso la Procura della Corte dei Conti della Liguria. Ci pare, infatti, doveroso che a dare la propria valutazione su quei fatti e su quei documenti sia l’organo deputato al controllo e alla vigilanza della spesa pubblica”.

“A nostro avviso, gli atti esaminati paiono evidenziare un grave danno al bilancio del Comune che ha realizzato un’opera con fondi che, in realtà, non erano destinati a quello scopo”, hanno spiegato assessore e consigliere, che hanno poi ripercorso le tappe della realizzazione del ponte: “Nel corso del 2005, a seguito della richiesta di alcuni privati di poter ricostruire il ponte, la Provincia di Imperia comunicava che il suddetto era totalmente abusivo. Il Comune di Vallecrosia si vedeva così costretto ad avviare un procedimento finalizzato all’emissione del provvedimento di demolizione del ponte. A quel punto, ed eravamo sempre nel 2005, i privati proprietari dei terreni presenti sulla sponda opposta presentavano alla Provincia la richiesta del permesso per la ricostruzione del ponte, allegando un computo metrico secondo il quale la spesa prevista per l’esecuzione dei lavori era di 90mila euro”.

E ancora: “L’anno successivo il Comune di Vallecrosia concedeva parere favorevole alla realizzazione del ponte da parte dei privati subordinandolo, però, ad alcune condizioni. Nel 2006, a seguito di un evento alluvionale, il ponte privato, già danneggiato nel 2003, venne rimosso completamente a spese della collettività. Incomprensibilmente, nel febbraio 2008, l’Amministrazione Comunale (Delibera di Giunta n°9 del 06.02.2008 – Sindaco Silvano Croese, Vice Sindaco Armando Biasi, Assessori Teodoro Turone, Graziano Balbis, Gianfranco Peretti, Luciana Rondelli), approvava un progetto per la realizzazione, sullo stesso sedime, di un nuovo ponte per un importo complessivo  di spesa di 770mila euro (!) trasformando così, di fatto, quella che era un’opera ad esclusivo vantaggio di alcuni privati, non per loro volontà, in un’opera a carico del Comune di Vallecrosia”.

“Ma vi è di più”, continuano, “Nell’anno 2009 la Regione Liguria, sempre a seguito degli eventi alluvionali del 2006, concedeva al Comune un contributo di 310mila euro (sempre di soldi pubblici stiamo parlando!) per il ripristino di singole parti danneggiate e per la realizzazione di opere di messa in sicurezza. Nel concedere il contributo la Regione vietò espressamente che i fondi venissero utilizzati per interventi di rifacimento totale di opere. A dispetto del vincolo regionale, il Comune di Vallecrosia utilizzava però tali fondi per la realizzazione completa del nuovo “ponte con le bretelle”, mettendo a carico del bilancio comunale un ulteriore mutuo di 290mila euro. Un mutuo ventennale con rate annue da 23mila euro che, conti alla mano, comporta un versamento complessivo a carico del Comune di ben 460mila euro!”

“In quel contesto l’allora Giunta Comunale giustificò l’intervento pubblico nella realizzazione del ponte con ipotetiche viabilità di collegamento non previste dall’allora piano regolatore e che sarebbero state oggetto di future e sempre ipotetiche varianti!”, dichiarano, “Lasciando ogni altra considerazione a chi legge e oggi, a distanza di anni, vede l’effettiva fruibilità del ponte da parte della collettività, e soprattutto a dispetto di chi oggi con proclami cerca di ottenere il consenso popolare con disinformazione e, per usare un termine oggi di moda, con vere e proprie “fake news”, la nostra Amministrazione, lavorando con non poche difficoltà economiche dovute ad anni di pregressa mala gestione, ha avviato e portato a termine numerosi progetti che, già a breve termine, porteranno grandi e innegabili benefici alla Città”.

“Per rispetto nei confronti di un’Amministrazione che, con passione ed entusiasmo, ha lavorato nell’interesse e per il bene di Vallecrosia, per rispetto di amministratori, tecnici, dipendenti e funzionari del Comune che si sono adoperati per la realizzazione di tanti progetti, ma soprattutto per rispetto nei confronti del nostro paese e della nostra Comunità, non riteniamo accettabile che oggi, con il clima che stiamo vivendo, passi inosservata la mala gestione del denaro pubblico da parte dei precedenti amministratori.  Per questo, affinché gli organi competenti possano fare le doverose valutazioni, abbiamo, come detto, presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti che potrà esaminare la questione ed accertare le eventuali responsabilità nell’utilizzo, a nostro avviso inappropriato, di soldi pubblici per la realizzazione di un’opera che non ha alcun beneficio per la collettività ma solo un danno alle casse Comunali”.

“Con questo prendiamo atto della lodevole iniziativa dei privati di realizzare, a proprie spese, un nuovo ponte di collegamento. Un’iniziativa che, addirittura contro la loro volontà, è poi proseguita con un impegno da parte del Comune che ad oggi non ha alcun beneficio per l’intera collettività. Un impegno che, ancora oggi, ci lascia stupefatti – dicono – Nella nostra attività amministrativa abbiamo sempre agito con trasparenza e secondo le regole. L’atteggiamento di questi ultimi giorni di chi, con articoli non sempre comprensibili e lettere aperte, ci ha definiti arroganti, di chi ci ha accusati di aver condotto campagne elettorali denigratorie, di chi oggi ci “promette” (…ma solo dopo le elezioni…) di valutare azioni legali nei nostri confronti, di chi ci accusa pubblicamente il sindaco di “strumentalizzare la sua azione amministrativa contro i cittadini che non la vedono come la sua compagine” ci impone di non soprassedere più e di tutelare la nostra immagine, il nostro lavoro e la nostra onestà. Vallecrosia viene, però, prima dei suoi amministratori e della loro immagine. Non è la nostra immagine che vogliamo tutelare ma è l’immagine di Vallecrosia che vogliamo e dobbiamo proteggere. Per questo, non senza dispiacere, abbiamo deciso di rompere gli indugi e far sì che a valutare la correttezza e la regolarità di certe scelte che hanno avuto un così grande impatto sulle casse comunali sia valutata dagli organi competenti”.

“Con la presentazione dell’esposto e con queste righe”, concludono Paolino e Aprosio, “Vogliamo semplicemente che gli organi competenti possano fare le proprie valutazioni e che i nostri concittadini abbiano gli elementi e le informazioni necessarie per le proprie riflessioni e per trarre le proprie conclusioni”.

 

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