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Vallebona, i prodotti della Riviera di Ponente a “Casa Alice insieme” grazie al “Brandacujun” di Tommy Vaccari fotogallery

Il vallebonenco ha svelato da dove deriva il nome del tipico piatto della tradizione gastronomica ligure a Franca Rizzi

Vallebona. Il vallebonenco Tommy Vaccari è stato ospite della puntata di venerdì del programma “Casa Alice insieme”, dedicato al food e non solo, condotto da Franca Rizzi, uno dei volti familiari del canale Alice. 

“Vengo da Vallebona, in provincia di Imperia, vicino a Sanremo e a Ventimiglia, che è un paese dell’entroterra dove l’olio è buono e vi sono tanti fiori, quest’anno meno a causa della neve. Faccio il commesso in un negozio di telefonia, ma mi piace cucinare – si è presentato così alla padrona di casa - Sono sposato con Stefania, ho due figli, Andrea e Silvia di 13 e 11 anni”.

riviera24 - Tommy Vaccari e Franca Rizzi

Tommy ha portato così i prodotti e i sapori della Riviera di Ponente in televisione proponendo la ricetta del Brandacujun, tipico piatto della tradizione gastronomica ligure, che vede come ingrediente principale lo stoccafisso. “Per la realizzazione del piatto sono necessari lo stoccafisso ammollato, le patate, uno spicchio d’aglio, olio extravergine della Riviera di Ponente, prezzemolo, pinoli, pepe bianco, sale, bicchiere d’acqua tiepida e crostini di pane larghi e sottili” – spiega.

riviera24 - Brandacujun

“Stoccafisso, non baccalà, perché da Alassio fino a Ventimiglia, per la preparazione del piatto, si usa lo stoccafisso, mentre da Alassio a Genova si usa il baccalà - sottolinea – Si mantica in modo diverso con il tuorlo d’uovo, invece noi lo prepareremo così: prendiamo lo stoccafisso e lo mettiamo in acqua fredda. Quando inizia a bollire subito dopo mettiamo le patate. Ci vogliono circa 20-25 minuti. Intanto prepariamo il prezzemolo, l’olio extravergine della Riviera di Ponente e tritiamo l’aglio. Una volta pronto lo stoccafisso bisogna spezzettarlo con le mani per evitare che rimangano lische. Si aggiungono poi un po’ di pinoli, le patate, da schiacciare un po’, un goccio d’acqua e l’olio con il prezzemolo. Si schiaccia in una pentola”. Si avvolge la pentola in un asciugamano e a questo punto si “branda” per un po’ di tempo, alla fine il tutto viene impiattato.

riviera24 - Brandacujun

Durante la preparazione del piatto Vaccari ha anche svelato da dove deriva il nome di questa ricetta: Ci sono due versioni: la prima dice che deriva dal “brandare”, che significa “scuotere”. Di solito questo compito lo si faceva fare al “tonto” di famiglia oppure al marinaio che “non aveva voglia di fare niente” e perciò si diceva “cujun”“. L’altra versione invece deriva dal fatto che quando “si branda” spesso lo si faceva anche da seduti e perciò il nome deriva dal gesto che facevano i mariti, perché era più faticoso, i quali scuotendo la pentola la facevano “scontrare” con le proprie “parti basse”. E’ una ricetta semplice e povera fatta di ingredienti genuini”.

 

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