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Tessuti d’arredo, una storia straordinaria: Mariano Fortuny

A Venezia la storica fabbrica di questo genio eclettico del primo '900: oltre che pittore e stilista, inventò un procedimento per decorare tessuti d'arte che non hanno pari nel mondo

A Venezia la storica fabbrica di Mariano Fortuny: genio eclettico del primo Novecento, oltre che pittore e stilista, inventò un procedimento per decorare tessuti d’arte che non hanno pari nel mondo.

Sono tele di cotone splendidamente decorate con colori antichi, argenti, ori, in arabeschi che rimandano alla grande tradizione del Settecento veneziano, del Rinascimento fiorentino e delle manifatture orientali; sono stoffe morbide e corpose, la mano percorre i rilievi della stampa e l’occhio gode del ritmo, mai uguale, dei motivi che si esaltano su fondi dalle sfumature cangianti. La loro bellezza per molti è quasi leggendaria, sono tele utilizzate per la decorazione d’interni e arredano le dimore di molte celebrità e case reali i tutto il mondo.

La proprietà, da oltre cinquant’anni, è americana, ma la fabbrica continua il suo lavoro con i ritmi veneziani, affacciata al Canale della Giudecca. Tutto è rimasto immutato dagli anni Venti: locali, macchine, stampi, stessi prodotti di allora. Il processo è da sempre un mistero: nessuno ha accesso allo stabilimento, se non gli addetti. Le “ricette” sono note a quattro persone, ciascuno per il proprio segmento di lavoro: se un giorno mancassero contemporaneamente, i rulli di stampa resterebbero immobili e si dovrebbe ricorrere ai documenti depositati in cassaforte.

Segreti gli ingredienti – pigmenti, colle, fissanti, tutto naturale; segreto il metodo, elaborato da Mariano Fortuny, che viene realizzato attraverso macchine da lui stesso concepite e rimaste intatte. Dall’inizio della produzione di una tela – si tratta di cotone egiziano a fibra lunga di ottima qualità – alla sua conclusione si succedono decine di passaggi e trascorrono in tutto, tra lavorazioni e stasi di riposo, tre, quattro mesi. Il risultato è sempre un pezzo unico: possedere un tessuto Fortuny – diventi esso un tendaggio, una tappezzeria, un copriletto – significa possedere un’opera d’arte autentica e, in qualche modo, irripetibile.

Lo si sarà capito: questa è molto di più di una fabbrica. E’ l’essenza stessa, il momento di sintesi, della personalità versatile di un artista di fama europea, che in questi tessuti espresse il suo gusto per l’arte, le sue capacità tecniche, la sua cultura storica, le sue abilità manuali: Mariano Fortuny y Madrazo.

Pittore, inventore, fotografo, creatore di moda e disegnatore di mobili.

Fu, non a caso, amico e socio di Gabriele D’Annunzio, con il quale condivise il gusto eclettico e il piacere di un’esistenza estetizzante. Come stilista fu conteso da donne del jet set come Eleonora Duse, la marchesa Rothschild, Isadora Duncan. La sua storia è una bellissima avventura intellettuale nella cultura europea a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.

E’ lui che ha ispirato i più grandi stilisti di haute couture del Novecento, da Valentino a Issey Miyake. Un rivoluzionario della moda che ha liberato le donne dalle costrizioni all’inizio del secolo scorso, offrendo la sua eleganza e comfort in abiti indimenticabili. Oggi lo ritroviamo nella sua straordinaria collezione di tessuti per interior design e arredo.

Paolo Tonelli

www.paolotonelli.com

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