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Seborga, c’è già un candidato alla poltrona di “principe”: è il sosia di Pavarotti fotogallery

Gigi Nardini vuole migliorare il Principato con eventi artistici, apicoltura e gemellaggi tra borghi storici

Seborga. Il sosia di Pavarotti si vuole candidare alle future elezioni nell’autoproclamato Principato. Nessun colpo di stato, Gigi Nardini, apicoltore friulano e sosia ufficiale del celebre tenore, ha semplicemente deciso di proporsi come candidato alle prossime elezioni, che dovrebbero tenersi nel 2024, per migliorare Seborga.

“Vengo a Sanremo da circa trent’anni per promuovere prodotti tipici italiani e friulani e come sosia ufficiale di Pavarotti, con cui ho collaborato. Un giorno ho messo in palio un quintale di miele al primo giocatore autore della prima rete nel campionato 2008 di serie A, essendo titolare di “La casa del Miele” a Cividale del Friuli, in quell’occasione ho avuto modo di conoscere alcuni amici di Seborga. Sono stato invitato a visitarla e appena abbiamo visto il principato ci siamo innamorati io, la mia famiglia e i miei amici di questo posto magico. Abbiamo lasciato lì il cuore. Perciò vorrei fare qualcosa per sviluppare il suo turismo, per incentivare, con tutti gli amici artisti che abbiamo, eventi e fare dei gemellaggi tra borghi storici, come per esempio con Cividale del Friuli per creare una sinergia e dare vita a questo posto meraviglioso e unico che è il principato di Seborga” – racconta.

Se dovesse perciò “regnare” su Seborga punterebbe su cultura, turismo e benessere. “Cercheremo di farlo conoscere e promuoverne la storia. Inoltre lotteremo affinché il principato sia legalmente a posto, perché sia il posto che la gente merita. E’ un luogo unico che dà valore a tutti e all’Italia stessa” – continua – “Sto già programmando di trasferirmi lì dove svilupperei anche l’apicoltura. L’ape lì trova infatti un habitat meraviglioso, un agrodolce sul mare stupendo. Bisogna perciò salvaguardare la sentinella ecologica che è il futuro dei nostri figli, perché non c’è vita senza impollinazione. Abbineremo anche questo oltre al turismo. Abbiamo già dei programmi. Ci sono tante cose che si possono fare che se vengono realizzate con il cuore riescono ancora meglio. Mi danno forza morale i miei figli con i quali collaboro e tutti gli amici che credono nella nostra bella Italia e soprattutto in questo posto magico”.

Nardini è chiamato anche “re del miele”. “Vengo chiamato così perché sono stato il primo, tanti anni fa, a creare la Casa del Miele ed a valorizzare questo insetto che magari era considerato solo a livello contadino. L’ho sempre portato anche al Festival di Sanremo. Sono il primo ad aver avuto quest’idea – spiega – Negli anni ’80 avevo ideato da solo il premio nazionale chiamato “L’Ape d‘oro” per l’ecologia. Abbiamo premiato il presidente del WWF nazionale e il magnifico rettore dell’Università di Udine Franco Frilli, che è un prete. E’ stato il primo a lottare per combattere la varroa, una malattia che distruggeva le api, visto che le faceva nascere già semiparalizzate. Con gli studi del dottore Frilli si è iniziato a lottare e adesso siamo a buon punto per sconfiggere questo acaro. E’ stato premiato ultimamente anche lo scrittore naturalista Mauro Corona che vive a contatto con la natura. Quindi vorrei portare tutte queste cose nel principato di Seborga”.

Continuerà comunque ad essere il sosia ufficiale di Pavarotti. “Stimo molto il maestro Pavarotti, che tutti conoscono in ogni angolo del mondo. L’italiano ha bisogno di essere valorizzato un po’. Sono appena tornato da New York dove mia figlia, Vanessa Nardini, ha realizzato il suo grande sogno, quello di sposarsi nel Central Park. Quando salivamo in taxi per spostarci da un posto all’altro le canzoni di Pavarotti erano la colonna sonora del tragitto. Più lontano vai, più è conosciuto. Lo rappresento molto volentieri e continuerò anche se è un compito molto arduo perché bisogna sempre comportarsi bene e rappresentarlo con una certa etichetta” – svela - “ In particolare “Ti adoro”, la canzone dedicata alla nascita di sua figlia l’ho realizzata io al teatro Bonci di Cesena con 300 comparse e sulle colline in un ovile abbandonato. E’ stata un’esperienza meravigliosa. Come quando ho partecipato ai suoi concerti per beneficenza a Modena, dove faceva venire artisti da tutto il mondo. Spesso mi prendevano per lui”.

Nardini fu anche il primo ad organizzare in Italia un Raduno nazionale dei sosia. ”Sono del ’51 ma ho lo spirito neanche di un 30enne. Mi sento un ragazzino, ho tante cose da fare e trasmettere ai giovani, come il rapporto umano che manca ora a causa della tecnologia. Bisogna insegnarli che anche se non c’erano tante possibilità una volta si vivevano emozioni vere, che sono state tolte oggi dal progresso. Io ho una grande voglia di fare, di vivere e di istruire i giovani” – conclude.

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