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Sanremo, il 26 maggio all’hotel Nazionale si inaugura il circolo Nazione Futura

E' il primo incontro formale con la città dei Fiori. Parteciperanno Marcello Veneziani, Gennaro Pesante, Graziano Cecchini, Francesco Giubilei e Alberto Pezzini

Sanremo. Si terrà sabato 26 maggio alle 21 presso la sala dell‘hotel Nazionale la tavola rotonda con cui si inaugura ufficialmente il circolo Nazione Futura di Sanremo (coordinatore territoriale Alberto Pezzini – vice Leonardo Mazza).

E’ il primo incontro formale con la città dei Fiori, organizzato in collaborazione con il movimento politico Futura Sanremo, dopo l’inaugurazione del movimento culturale celebratosi a Roma nell’aprile scorso. Nazione Futura è ciò che risorge dalle ceneri di un’Italia in grande affanno politico e ideologico. Il tentativo di mettere in cantiere un governo di larghe intese ne è la impietosa cartina di tornasole.

Parteciperanno al dibattito – anzi, ad una chiacchierata che ha tutte le caratteristiche di diventare un laboratorio ideologico febbrilmente produttivo – Marcello Veneziani, ideologo, scrittore inesausto e poliedrico, polemista caustico, giornalista che scrive oggi sul Tempo, autore per Giubilei Regnani di Tramonti, una sorta di vademecum dell’uomo capovolto nella realtà contemporanea.

Gennaro Pesante, addetto stampa alla Camera dei Deputati, autore di numerosi libri che pescano nella odierna realtà politica e inducono a riflettere. L’ultimo è “Lezioni di campagna elettorale” (Historica), un saggio frizzante che calza alla realtà politica dei nostri tormentati giorni.

Graziano Cecchini, artista inesauribile, colui che ha inventato il Rosso Trevi per aver colorato la fontana omonima, già assessore al Nulla a Salemi in compagnia del sindaco Vittorio Sgarbi, artista futurista che ha ancora tantissimo da dire dopo anni di performance provocatorie ma sapientemente “nuove”.

Francesco Giubilei, editore, l’ideologo principe di Nazione Futura, presidente della fondazione Pinuccio Tatarella, autore di numerosi saggi che ormai pesano all’interno del pensiero della Destra Italiana, collaboratore de Il Giornale una delle voci più promettenti del movimento conservatore in Italia.

Moderatore è Alberto Pezzini. Siete tutti invitati ad ascoltare ciò che può restare sul piatto delle nostre vite dopo che un mondo è arrivato ormai al tramonto.

Locandina

Tramonti (Giubilei Regnani) di Marcello Veneziani è la storia di un mondo che tramonta mentre quello che dovrebbe sostituirlo non esiste ancora. La nostra società è al collasso, e ciò che rileva e sconvolge è la nostra scoperta incapacità a sostituire un mondo vecchio. Resta l’imbrunire, come diceva Borges. Veneziani riesce – con rara lucidità – a centrare molteplici obiettivi teleologici lasciandoci tuttavia nell’inquietudine.

Uno dei risultati finali che contribuisce a renderci finalmente in grado di vedere una realtà comune, anche troppo, nasce da un ragionamento di carattere ideologico che tanti hanno sempre banalizzato. Siamo passati dal Comunismo alla sua caduta ed a quella del partito Comunista quasi senza accorgercene. Mentre il Comunismo è scomparso, pare sia rinato l’antifascismo, anche se si si pone quale obiettivo un movimento ideologico spazzato via nel 1945.

Dal pc siamo giunti al pc del secondo millennio, ossia al Politically correct, a quel tipo di approccio cultura antropologico per cui tutto ciò che vira a destra va demonizzato, scartato, addirittura schifato. In realtà anni e anni di destra ideologica sono sempre stati bollati con questo stigma originale: il contrario di tutto ciò che stava a sinistra.

La cultura era appannaggio della sinistra, la visione eticamente corretta della società, lo sforzo di costruire una società finalmente nuova. Il libro contiene tantissimi suggerimenti per aprire gli occhi al di là di certi schieramenti troppo rigidi e fianche mortalmente rigorosi. E’ stato pubblicato – per espressa dichiarazione dell’Autore – per i tipi di Giubilei Regnani, un editore giovanissimo, con una visione del mondo e del futuro più da integrato conservatore che da apocalittico.

Per fornire un messaggio alle nuove generazioni alle quali viene più semplice insegnare che le colpe, sia quelle degli apocalittici sia degli integrati, non sono mai soltanto da una parte.

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