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Sanremo, commissione speciale sull’Orchestra Sinfonica: dito puntato contro il direttore generale

Dai banchi della maggioranza Battistotti e dalla minoranza Von Hackwitz si scagliano contro la dirigenza della Fondazione

Sanremo. “Il disastro finanziario della Fondazione Orchestra Sinfonica è da ricercare nella creazione della fondazione stessa, viziata all’origine a causa della mancanza di un patrimonio e di una sede stabile”. E’ questo il motivo numero uno esposto dal consigliere Federico Carion (presidente della commissione speciale) nella sua attesa relazione.

Basti pensare che quella della città dei fiori è una delle 14 orchestre riconosciute tra le più prestigiose Istituzioni Concertistiche italiane dal ministero, ma è partita con una dotazione di appena 32 mila euro. Un ritornello che ultimamente risuona spesso nelle orecchie delle partecipate del Comune: Area24, Rivieracqua, Riviera Trasporti costituite con niente e finite, o quasi, in mezzo a milioni su milioni di debiti.

“Forse con troppa leggerezza, in tempi di bilanci più floridi – ha continuato Carion – ci si è sollevati dal dotare l’Orchestra di un patrimonio e di una sede istituzionale stabile”.

La commissione speciale nominata su proposta di Sanremo Attiva nel consiglio comunale del 12 aprile del 2017 si è concentrata sull’elaborazione, condivisa da tutti i gruppi consiliari, di obiettivi e strategie che dovrebbero servire per rilanciare l’azione della Sinfonica.

Sedici riunioni, quattro mesi di lavori, varie audizioni con consulenti, sindacati e direttori artistici hanno portato i capigruppo della commissione speciale a convergere su alcuni punti condivisi. C’è tutta una parte, nella relazione di Carion, dedicata al rilancio, alle proposte da mettere in campo per far ripartire l’istituzione culturale: la sede, i corsi di formazione, l’orchestra giovanile, ricerca di fondi europei e sponsorizzazioni private e partnership con i il tessuto commerciale matuziano, i concorsi come AreaSanremo.

Non scritto nel documento letto in consiglio, c’è tutto il paragrafo di che cosa non è andato in questi 15 anni. Non le ha mandate a dire il consigliere Adriano Battistotti che, dai banchi della maggioranza, ha criticato fortemente il direttore generale Paolo Maluberti.

“Si è arrivati al rischio concreto di un fallimento per cui si è reso necessario il ripianamento sulle spalle del personale, il direttore avrà qualche responsabilità?”. E’ rivolto proprio ai professori d’orchestra il primo pensiero di Robert Von Hackwitz del gruppo civico che aveva chiesto la commissione di approfondimento sulla situazione della Sinfonica.

La sua “polemica cosciente” torna sugli errori del passato: “Ottenere i documenti dalla Fondazione Sinfonica è stato difficile anche per la commissione speciale. Dati che, quando sono arrivati, in certi casi erano contraddittori: stessi eventi hanno due conti economici diversi”.

Solerio (FI) invece ha offerto un’analisi diversa. La crisi della Fondazione – ha spiegato il consigliere – trova origine nel taglio netto ai finanziamenti comunali operata dal sindaco Borea nel 2006. Da 2 milioni e 506 mila euro a 1 e 3.

L’affondo sul direttore generale proviene invece dai banchi della maggioranza. Battistotti ci va giù pesante: “Ci sono fatti e atti di gestione che non possono essere sottaciuti. Si è mai ingegnata la direzione di istruire una pratica per ottenere un finanziamento europeo?

Parliamo di orchestra giovanile quando dalla stessa Fondazione si aveva paura di creare un concorrente interno, tanto da boicottare questa iniziativa”. Ci vuole un altra guida per Battistotti visto che quella “degl’ultimi 15 anni non si è accorta che la Fondazione perdeva 300 mila euro all’anno. Se non capiamo questo, il consiglio fallirebbe nel dare il giusto indirizzo alla sua partecipata”.

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Von Hackwitz si ricollega al consigliere di Sanremo al Centro: “Alcune cose non si possono tacere, ed è chiaro che ci siamo fatti tutti la stessa domanda… Passano i consigli di amministrazioni e ci sono figure che sono sempre lì. Chi è nella dirigenza non ha nemmeno saputo sfruttare una situazione di monopolio, visto che da Mentone a Savona non ci sono altre orchestre sinfoniche.

Noi avevamo proposto – continua il capogruppo di Sanremo Attiva – che la figura del direttore generale non fosse più prevista e che il prossimo consiglio d’amministrazione eliminasse tale incarico a favore di quello del direttore artistico”.

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