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Sanremese in cammino da Bologna a Firenze lungo la Via degli Dei fotogallery

Vittoria Battistotti racconta per R24Young l’esperienza condivisa con alcuni amici lungo l'antico percorso sull'Appenino tosco-emiliano

Sanremo. In un periodo di studio intenso e di continui impegni la voglia di allontanarsi da tutto e da tutti ed immergersi nella natura cresce. Con questo pensiero è iniziata la nostra grande avventura. Io e il mio gruppo di amici dell’università abbiamo deciso di percorrere l’antico cammino della “Via degli Dei” sull’Appennino tosco-emiliano.

Un giorno stavamo parlando del più e del meno ed è uscito l’argomento ”trekking”. Nessuno di noi era esperto, però eravamo tutti incuriositi da questo tipo di esperienza a stretto contatto con la natura. Qualche giorno dopo abbiamo trovato degli sconti per il viaggio e senza pensarci troppo, con impulsività, abbiamo preso i biglietti, pensando in un secondo momento a tutta l’attrezzatura.

La “Via degli Dei”, molto conosciuta dagli amanti della montagna, permette di raggiungere Firenze a piedi partendo dal centro di Bologna. I kilometri che dividono le due città italiane non sono affatto pochi, precisamente 130, ma se il percorso viene suddiviso in diversi giorni, a seconda delle proprie esigenze e capacità, è alla portata di tutti. Per esempio, noi avevamo solo cinque giorni a disposizione e sfortunatamente abbiamo dovuto tagliare la prima giornata di cammino per riuscire ad arrivare a Firenze in tempo. I giorni consigliati sono sette poiché le ore di cammino sono molteplici,:ci si muove per circa sette ore al giorno e si è completamente immersi nella natura. Finito l’obiettivo giornaliero si arriva in campeggi organizzati dove è possibile pernottare sia con la tenda che in Bungalows.

Noi abbiamo deciso di portare la tenda per vivere al meglio la natura, e anche se appesantiva lo zaino, ne è valsa la pena. Con 8-10 euro a notte circa, siamo riusciti a sistemarci, invece, uno degli ultimi giorni, esausti dalla giornata (quel giorno avevamo percorso 30km) ci siamo concessi questo privilegio perché eravamo molto stanchi.

La fatica durante il tragitto viene ripagata all’arrivo, dopo aver camminato tutto il giorno ci si riunisce in campeggio, ognuno fa le proprie considerazioni sulla giornata, racconta le proprie difficoltà: un sorriso, una chiacchierata al tramonto a fine giornata, vedere le tende montate o semplicemente una doccia calda dopo sette ore di cammino. La cosa più bella è la possibilità di conoscere nuove persone. Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare Ivo, un signore che faceva il cammino da solo, conosciuto per caso lungo il tragitto. Ci ha dato la forza di andare avanti, ha condiviso con noi numerosi consigli e con un pizzico di ironia criticava i nostri zaini troppo pieni.

Durante il cammino abbiamo imparato molte cose, anche tecniche, che terremo in considerazione per il prossimo trekking: 1) lo zaino: deve essere molto leggero,  pesare il 10% del proprio peso, quindi bisogna riempirlo con il minimo indispensabile: due cambi sono più che sufficienti. La sera c’è la possibilità di lavare il cambio; 2) il pranzo è consigliabile acquistarlo giorno per giorno presso gli alimentari del paese dove si fa tappa, affinché lo zaino non sia troppo carico; evitare assolutamente come abbiamo fatto noi : pensando di morire di fame avevamo una scorta di scatolette di tonno e crecker nello zaino, ma ora abbiamo capito che era tutto peso in più, qualche frutto secco nello zaino all’inizio del viaggio è più che sufficiente; 3) l‘acqua è importante, partire almeno con 1.5 e mezzo per poi rifornirsi ad ogni campeggio lungo il percorso.

Le sette tappe che dividono le due città sono le seguenti: Bologna – Sasso Marconi; Sasso Marconi – Monzuno; Monzuno – Madonna dei Fornelli; Madonna dei Fornelli – Passo della Futa; Passo della Futa – San Piero a Sieve; San Piero a Sieve – Bivigliano; Bivigliano – Firenze.

Queste sono le tappe della “Via degli Dei”, ne esistono altre varianti, ogni guida propone itinerari diversi e ogni escursionista crea il suo percorso secondo le proprie esigenze, come d’altronde anche noi abbiamo fatto, dato che avevamo solo cinque giorni a disposizione e non sette come consigliano le guide. A Madonna dei Fornelli vi consiglio vivamente di alloggiare nel B&B dei Romani, la proprietaria, Elisa, ci ha dato numerosi consigli ed è stata super accogliente. Al camping di San Piero a Sieve ”Mugello verde” fino alle 19 è aperta la piscina (compresa nel prezzo): dopo aver camminato tutto il giorno, fare il bagno è stato meraviglioso. Vicino al camping la Futa (al passo della Futa) c’è l’omonimo cimitero germanico. Insomma, non voglio svelare troppo sul cammino perché molte cose non si leggono in nessuna guida ma possono essere soltanto vissute durante il percorso.

L’ultimo consiglio che posso dare è quello di avere una buona compagnia con cui condividere questa esperienza. Darsi coraggio a vicenda è fondamentale per sostenersi mentalmente ed è quello che ha dato a noi la forza per andare avanti.

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