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Rivieracqua, da rivedere la delibera sulla concessione idrica: Provincia pronta al rinvio foto

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Sanremo. Con buone probabilità slitterà a data da destinarsi la delibera del consiglio provinciale che avrebbe dovuto confermare, a determinate condizioni, la concessione idrica in capo al gestore unico Rivieracqua.

Il provvedimento era molto atteso dal Cda del consorzio pubblico. Lo aveva detto chiaramente nel consiglio comunale matuziano il presidente Gian Alberto Mangiante quando ha specificato che per salvare la società è necessaria, prima di ogni altra cosa, la conferma della concessione trentennale da parte della Provincia.

Risolto il dubbio della sua revoca (la convenzione con la società, all’articolo 45, prescrive il ritiro automatico se viene avviata una procedura di concordato preventivo, come nel caso di Rivieacqua), se il tribunale omologasse l’accordo con le aziende creditrici, l’ingresso di Amaie Spa nella compagine sociale si renderebbe più agevole.

Con un prestito ponte, secondo le linee strategiche definite dal consiglio d’amministrazione, arriverebbe la liquidità necessaria per far sopravvivere l’azienda, la quale verrebbe messa “definitivamente” al sicuro grazie al conferimento del patrimonio della società del Comune di Sanremo e, successivamente, da quelli di Secom, Aiga e Amat.

Il presidente Fabio Natta, per agevolare il salvataggio, starebbe lavorando ad una modifica della convenzione tra l’ente provinciale e Rivieracqua e sarebbe pronto domani a temporeggiare sull’approvazione della delibera.

In attesa della probabile modifica dell’articolo 45, il presidente Mangiante auspica comunque la reinterpretazione della controversa norma in senso più favorevole al consorzio pubblico, il quale le sta tentando tutte per rimettersi in carreggiata.

La situazione di Rivieracqua non cambia. Forte indebitamento e difficoltà serie di sostentamento sono i nodi venuti al pettine in questi anni di complessa gestione. E’ proprio grazie all’impegno dell’amministrazione comunale di Sanremo, ormai pronta al grande passo dell’ingresso in società attraverso il conferimento del ramo idrico di Amaie, che più rose previsioni potrebbero realmente concretizzarsi.

Con l’ok sulla concessione idrica trentennale e il concordato approvato, il Cda otterrebbe dalle banche la liquidità necessaria a concludere l’incameramento dei beni di Amaie Spa. A quel punto la ‘scatola vuota’ (l’aveva definita così Mangiante riferendosi a Rivieracqua) si arricchirebbe del patrimonio matuziano e, sopratutto, del suo personale.

Rimangono le perplessità di alcuni primi cittadini, come quelli del blocco del Golfo Dianese rappresentati in consiglio provinciale da Giacomo Chiappori. Non sono bastati i corposi investimenti milionari di Rivieracqua per il collettamento fognario con Andora a convincerli di non perorare oltre la causa del fallimento.

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