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Imperia, le regole sono cambiate: le mani dello Stato tra i “panni sporchi” dei Rinaldi fotogallery

Polizia di Stato e Guardia di Finanza sequestrano anche la lavanderia a gettoni "Le mille bolle blu", che rappresentava l'unica fonte di reddito apparentemente lecita della nota famiglia sanremese

Imperia. Due abitazioni (una villa a Sanremo e una casa a Mendatica), 18 motoveicoli, 9 auto, 3 magazzini, 5 terreni coltivati a oliveto, polizze assicurative e fondi per 300mila euro e da oggi anche la lavanderia a gettoni “Le mille bolle blu” aperta nel 2013 a Sanremo e unica fonte lecita di reddito della famiglia: sono questi i beni sequestrati a Giuseppe, Matteo e Luca Rinaldi (rispettivamente padre e figli) dalla polizia di Stato congiuntamente alla guardia di finanza.

riviera24 - Conf stampa su Rinaldi

Beni, ad eccezione della lavanderia e di un conto corrente legato ad essa, già sottoposti a sequestro penale nel gennaio del 2018, ma da oggi ri-sequestrati per volere del questore di Imperia Cesare Capocasa che, nei confronti dei tre, ha disposto una misura di prevenzione patrimoniale. Provvedimento preso, per la prima volta, da un questore in provincia di Imperia.

“E’ la prima volta che si realizza il cosiddetto doppio binario”, ha spiegato Capocasa, “Ovvero che ad un sequestro penale viene affiancata una misura di prevenzione patrimoniale”. In sostanza, la polizia ha ritenuto necessario applicare un provvedimento più stringente nei confronti dei tre Rinaldi, in modo da evitare che, qualora venissero assolti al termine del processo penale nel quale dovranno rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, riciclaggio e usura, i loro bene non torneranno in loro possesso.

3200 euro all’anno. A fronte di una dichiarazione dei redditi che inquadrava la famiglia sotto la cosiddetta “soglia di povertà”, i Rinaldi possedevano beni per circa 900mila euro. Stima, questa, al ribasso rispetto al vero valore di mercato di quanto è stato sequestrato. Lampante la discrepanza tra le entrate “legali” e le spese sostenute dalla famiglia, che da oltre trent’anni conquista le prime pagine della cronaca nera locale, tra violente rapine e spaccio di droga.

Proprio la pericolosità sociale di Giuseppe, Matteo e Luca Rinaldi, ha portato il questore a disporre la misura di prevenzione patrimoniale.

“Non basta arrestare gli autori dei reati, che possono essere facilmente sostituiti da altri membri dell’organizzazione”, ha aggiunto Capocasa, “Ma occorre aggredire i loro beni di origine illecita, colpirli nel loro aspetto patrimoniale, costituendo questo il movente e la ragione primaria dell’esistenza dei sodalizi criminosi”.

La proposta avanzata dal questore, di applicare la misura di prevenzione patrimoniale prevista dal Codice Antimafia per soggetti socialmente pericolosi che si sono arricchiti grazie alle loro attività illecite, è stata accolta dal Tribunale di Genova nei giorni scorsi.

Già nel gennaio scorso, il Tribunale di Imperia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che aveva delegato alla Squadra Mobile e al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria i relativi accertamenti patrimoniali, aveva disposto il sequestro di beni per un valore di circa 800.000 euro nei confronti dei Rinaldi e di terzi intestatari fittizi dei beni.

La misura era stata disposta nell´ambito di un procedimento penale che vede coimputati il Rinaldi e i suoi due figli per traffico di ingenti quantitativi di varie tipologie di stupefacenti.

Il sequestro appena eseguito si aggiunge al precedente ed è dallo stesso autonomo, poiché è legato non a un singolo reato commesso ma alla pericolosità sociale dei Rinaldi, oltre che alla oggettiva sproporzione tra i beni nella loro disponibilità e i redditi da loro dichiarati.

Per questo motivo, il Questore di Imperia ha richiesto non solo il sequestro di ulteriori beni, individuati grazie agli approfondimenti patrimoniali eseguiti dalla Guardia di Finanza, ma anche l’applicazione della sorveglianza speciale di P.S., la più grave tra le misure di prevenzione personali, sulla base delle risultanze, aggiornate dagli investigatori della Squadra Mobile, dei curricula criminali dei Rinaldi.

Nello specifico, oltre a rapporti finanziari, immobili, terreni, autovetture e motoveicoli già sequestrati penalmente, sono stati “aggrediti” dalla misura di prevenzione patrimoniale, per la successiva confisca definitiva, anche un terreno, coltivato a uliveto, sulle alture di Sanremo e la lavanderia, anch’essa nella città dei Fiori, con beni e conti correnti alla stessa riconducibili.

Per la prima volta nella provincia di Imperia, sulla base del cosiddetto “doppio binario”, il sequestro disposto nel procedimento penale viene affiancato dalla misura di prevenzione patrimoniale prevista dal Codice Antimafia; un segnale forte alla criminalità.

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