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Imperia, bagno di folla per Matteo Salvini. Il leader della Lega: “Non cediamo alle richieste dei tedeschi” fotogallery

Nessun governo senza Savona: il segretario del Carroccio non si piega

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Imperia. “Non capisco perché dovremmo cedere alle richieste e ai capricci dei tedeschi. Se ai tedeschi non piace un ministro lo cambiamo? Mi sembra una scelta strana. Io i governi tecnici non li ho mai sopportati perché non corrispondono al sentimento e al voto dei cittadini. Abbiamo lavorato per settimane per far partire un governo politico: togliere, eliminare o spostare i ministri perché non piacciano ai tedeschi a qualche banchiere o a qualche commissario europeo non mi sembra il modo migliore per partire”. Lo ha dichiarato, al suo arrivo in via Cascione, il segretario nazionale della Lega Matteo Salvini, giunto ad Imperia per sostenere la candidatura a sindaco di Luca Lanteri.

Salvini a Imperia

Il leader della Lega ha aggiunto: “Non capisco e lo chiedo agli italiani perché a rappresentare, a difendere il lavoro e i risparmi degli italiani non possa essere un economista che ha voluto ridiscutere alcune regole europee e che non è simpatico alla Merkel e ai tedeschi. Non mi sembra che in Costituzione ci sia scritto che i ministri devono piacere alla Merkel”.

Ad accogliere Matteo Salvini, in una via Cascione blindata dalle forze dell’ordine, presenti in forza sotto lo sguardo vigile del questore Cesare Capocasa, c’erano oltre cinquecento persone.

Parlando dell’ex ministro Claudio Scajola e della sua scelta di correre da solo in una lista antagonista a quella del candidato Lanteri, scelto dal centrodestra, Salvini ha detto: “A Imperia c’è qualcuno che guarda al passato mentre noi guardiamo al futuro, penso che il risultato a giugno sarà assolutamente chiaro”.

Sono 152 i candidati consiglieri che appoggiano la corsa alla poltrona di sindaco di Lanteri: “Oggi sono qui e nei prossimi giorni daranno l’anima”, ha detto Lanteri dal palco, “Il fatto che oggi ci sia Matteo Salvini è la prova più tangibile che il centrodestra siamo noi”.

La scelta di Paolo Savona ministro dell’Economia. Sulla proposta “bocciata” dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella di nominare ministro dell’Economia Paolo Savona, Salvini ha dichiarato: “Abbiamo indicato come ministro dell’Economia per difendere il lavoro, i risparmi e il futuro dell’Italia in Europa uno dei più grandi economisti al mondo, poi però ci dicono che in passato mise in discussione alcune regole europee affermando che alcune regole europee fanno male all’Italia. Ma è chiaro ed evidente che alcune regole europee fanno male all’Italia. E un governo che vuole fare gli interessi degli italiani deve incominciare a ridiscutere queste regole europee: la direttiva Bolkestein che vende le nostre spiagge e i nostri mercati, la direttiva sulle banche, le norme sull’immigrazione: non possiamo essere il campo profughi d’Europa”.

E ancora. “Cosa faccio? Faccio partire un governo se c’è il permesso dello spread e della Merkel?”, ha detto ancora Salvini, “Mi sembra strano come ragionamento. Però, per carità, valuteremo: io posso solo dire che come Lega non abbiamo fatto gesti di responsabilità e passi indietro: abbiamo fatto molto di più, rinunciando, nonostante fossimo il partito che ha preso milioni di voti, al presidente della Camera, al presiedete del Senato, al presidente del Consiglio, a ministeri su ministeri perché la dignità e la coerenza valgono più di mille ministeri: non è che siamo in vendita per qualche ministero. E’ ovvio che l’ultima cosa che auguro all’Italia e agli italiani è l’ennesimo governo tecnico alla Monti che ti entra in casa di notte e ti frega l’argenteria e la mattina scompare”.

Salvini lascia Imperia

Il diktat. “E’ chiaro che io un governo lo faccio partire con la faccia della Lega e ci mettiamo tutto il nostro impegno se è un governo libero di difendere in Italia, in Europa, e nel mondo intero l’interesse di 60milioni di cittadini italiani. Solo questo. Un governo con il guinzaglio no. Un governo dove i ministri devono stare simpatici a Tizio, Caio e Sempronio no. Per carità, ci ragioniamo, però si è già perso tanto tempo: il governo sarebbe già in carica da tanti giorni se qualcuno dal Quirinale non avesse detto no”.

Sulla repubblica presidenziale. “Sabato e domenica saremo nelle piazze di tutta Italia per chiedere se non è il caso che dalle prossime volte in poi siano gli italiani ad eleggere direttamente il presidente della Repubblica”.

 

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