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Imperia, a casa di un prete e in una residenza per anziani opere d’arte rubate in chiesa: i dettagli

Carabinieri Sezione Antiquariato del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale

Imperia. Ci sono anche molti beni ecclesiastici e oggetti di epoca compresa tra il XVIII e XIX secolo risultati rubati dalla chiesa di Borghetto D’Arroscia e da alcune parrocchie della provincia di Imperia, tra i 70 beni recuperati dai carabinieri della sezione Antiquariato del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale (TPC). I militari li hanno trovati nel corso di una perquisizione delegata dall’autorità giudiziaria, presso la dimora di un prete e presso una residenza per anziani di cui il sacerdote risultava presidente del consiglio direttivo.

Un’attività investigativa, quella del nucleo dell’Arma nato per fronteggiare, con efficacia di strumenti ed interventi mirati, il fenomeno della depauperazione dell’Italia, iniziata nel 2015, quando nel corso dell’abituale monitoraggio del mercato antiquariale italiano ed estero, veniva attenzionata un’operazione di vendita sospetta, da parte di una nota casa d’aste di Parigi, relativa ad una preziosa reliquia di San Giustino. I seguenti controlli, attraverso la comparazione dell’immagine con quelle contenute nella Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, gestita da questo Comando, hanno permesso di accertare che il bene corrispondeva proprio a quello asportato dalla chiesa aquilana.

Le successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica de L’Aquila, hanno consentito di rimpatriare, nel dicembre del 2016, l’importante reliquia, che è stata restituita alla parrocchia aquilana.

La prosecuzione delle investigazioni, attraverso l’analisi della documentazione acquisita nel corso di attività svolte al di fuori dei confini nazionali e delle diverse perquisizioni eseguite, tra cui una anche a carico di antiquario di Montecarlo, hanno permesso di accertare che il bene era stato venduto da un commerciante di settore bresciano, il quale a sua volta lo aveva acquistato da un prelato locale e da un suo collaboratore, i quali avevano esercitato, precedentemente, le loro funzioni anche in Abruzzo.

Nel controllare le parrocchie presso cui il religioso aveva prestato il suo ministero, i militari del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale hanno verificato che alcune erano state interessate da furti di opere d’arte.

A seguito della perquisizione delegate dall’autorità giudiziaria, ad Imperia, presso la dimora dell’ecclesiastico, nonché presso una residenza per anziani in quella provincia, di cui il predetto risultava presidente del Consiglio Direttivo, venivano individuati molti beni chiesastici e sequestrati 30 oggetti di epoca compresa tra il XVIII e XIX sec., poiché risultati asportati dalla Chiesa di Borghetto D’Aroscia (IM) e da alcune parrocchie della provincia di Imperia, nonché il dipinto raffigurante “San Pietro Celestino con attributi papali”, rubato dalla Basilica di Collemaggio dell’Aquila, scomparso negli anni 2000, poco dopo il suo restauro eseguito dalla locale Soprintendenza.

Gli ulteriori sviluppi investigativi, coordinati poi dalla Procura della Repubblica di Imperia, che ne aveva acquisito la competenza territoriale, hanno consentito di ottenere nuovi elementi circa l’illeceità di diversi beni nella disponibilità del parroco. Una successiva perquisizione, effettuata in collaborazione con la Stazione Carabinieri di Pieve di Teco, portava al sequestro di altri 40 beni di epoca compresa tra il XVIII e XIX sec., tutti di provenienza illecita, tra cui si evidenziano un reliquario del XVIII sec., asportato nel 2012 dalla chiesa di Comunanza (AP), nonché una navicella della fine del XVIII sec., rubata nel 2012, dalla chiesa di San Terenziano sita a Gorro – Borgo Val di Taro (PR).

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