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Raggira anziano parroco di Camporosso e gli sottrae 280mila euro: il reato si “estingue” per la morte dell’imputato

Tutto era partito su segnalazione della banca dove il sacerdote teneva il proprio conto corrente

Imperia. Il reato di circonvenzione di incapace contestato a Monia T., 50enne accusata di aver raggirato don Arturo Guglielmi, facendosi consegnare in circa due anni 281mila euro, sarà dichiarato “estinto” per la morte dell’imputato.

Oggi, in tribunale a Imperia, avrebbe dovuto essere dichiarata l’estinzione del reato, ma l’udienza è slittata al prossimo 9 giugno, in attesa di recuperare il certificato di morte della donna.
Le indagini partirono su segnalazione della banca dove l’anziano sacerdote teneva il proprio conto corrente: insospettiti dai continui e cospicui prelievi, i dipendenti della banca si rivolsero agli investigatori.
I motivi all’origine del prestito non sono mai stati del tutto chiariti, ma sembra che la donna avesse chiesto dei soldi al sacerdote dicendo che li avrebbe utilizzati per aiutare un familiare.
Secondo l’avvocato della difesa, Giorgio Valfrè, lo stesso don Arturo Guglielmi avrebbe più volte scagionato la propria assistita, dichiarando di aver dato quel denaro di propria volontà. Ma una perizia psichiatrica, disposta dalla Procura, aveva fatto emergere una leggera incapacità del sacerdote, ora in pensione.

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