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A otto mesi dal decesso, la salma di Giuseppe Gobbi da Imperia a Mosca per essere “crioconservata”

I familiari erano all'oscuro della decisione dell'uomo, morto a 68 anni per un tumore al cervello

Imperia. E’ una storia che ha dell’incredibile, quella che il giornalista Marco Preve racconta su Repubblica: la salma di Giuseppe Gobbi, guida turistica imperiese, morto nell’agosto del 2017 per un tumore al cervello, è stata riesumata e spedita a Mosca per essere sottoposta ad un trattamento di crioconservazione.

A deciderlo, prima di morire, era stato lo stesso Gobbi. I parenti, però, non conoscevano questa sua decisione e non sapevano che l’uomo, appassionato di scienza e convinto della bontà della crioconservazione, era andato a Mosca e aveva siglato un contratto dal 33mila dollari con una società specializzata in conservazione.

Quando nell’agosto scorso Gobbi muore, all’età di 68 anni, la salma viene inumata in un loculo del cimitero di Imperia. Otto mesi dopo, però, la famiglia ritrova delle carte in cui è chiara la volontà del caro estinto di farsi crioconservare. E’ iniziato così l’iter burocratico che ha portato all’esumazione della salma e alla sua spedizione al Comune di Sergiev Posad, Oblast Mosca, presso lo stabile Kriorus dove sarà sottoposta ad un trattamento di crioconservazione.

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