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Ventimiglia, bilancio partecipativo: per una “città cardioprotetta” vota il progetto della Croce Verde

Oltre ai defibrillatori, prevista la formazione gratuita di 140 persone

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Ventimiglia. Affinché Ventimiglia diventi una “Città Cardioprotetta”, votiamo il progetto “Cuore Verde”, presentato dalla Croce Verde Intemelia nell’ambito del Bilancio Partecipativo 2018, allo scopo di aumentare il numero dei defibrillatori presenti in città ed allo scopo di formare un elevato numero di persone addestrate al loro impiego.

E’ questo un obiettivo importante ed un’opportunità da non perdere per il bene comune, perché, non dimentichiamolo “Chi salva una vita salva il mondo”.

Affinché questo obiettivo diventi realtà è necessario che il progetto raccolga un gran numero di voti. Si vota presso la Biblioteca Aprosiana (Ventimiglia bassa) seguendo le informazioni e la scheda disponibile anche sul sito del Comune. Ricordarsi di portare un documento d’identità.

“L’arresto cardiaco è la prima causa di morte nel mondo occidentale. Ogni anno, soltanto in Italia, muoiono 200.000 persone per questa patologia, tanto silenziosa quanto letale. L’arresto cardiaco, infatti, può colpire chiunque e dovunque, a qualunque età. Soltanto il defibrillatore può riportare il cuore al suo normale battito.

La diffusione sul territorio dei defibrillatori insieme alla presenza di persone capaci di mettere in atto correttamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare con il suo utilizzo sono strumenti efficaci per il contrasto delle morti per arresto cardiaco.

In caso di arresto cardiaco il fattore tempo è determinante. Per questo motivo i defibrillatori devono essere disponibili il più vicino possibile a dove se ne richiede l’uso. Per raggiungere questo obiettivo il progetto Cuore Verde prevede di aumentarne il numero allo scopo di arrivare ad una copertura più adeguata della città.

Utilizzare uno di questi apparati è semplice ma non immediato per cui la sola presenza di questi dispositivi da sola non basta. Servono anche persone in grado di utilizzarli con tempestività prima che la catena del soccorso gestita dal 118, che deve essere sempre precocemente allertata, sia in grado di intervenire. Per questo motivo nello stesso progetto è stata anche prevista la formazione gratuita di 140 persone.

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