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Vallecrosia, chiusura della scuola Sant’Anna: genitori e insegnanti chiedono aiuto al presidente Giovanni Toti foto

L’istituto Sant’Anna è rimasto l’unica scuola cattolica del comprensivo

Vallecrosia. Genitori e corpo docenti della scuola privata Sant’Anna di Vallecrosia si sono rivolti al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, chiedendogli tutto l’aiuto possibile per evitare la chiusura della scuola, prevista per il prossimo giugno. ”

“Siamo i rappresentanti e portavoce dell’istituto Sant’Anna di Vallecrosia della Congregazione delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret”, hanno scritto, “La nostra è una scuola viva e ben inserita nel contesto, consta di 250 bambini dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado. Martedì 24 aprile improvvisamente è arrivata la decisone di chiusura da parte della casa madre”.

“Abbiamo appreso con sgomento questa decisione alquanto inopportuna di chiudere la scuola, comunicato ad un mese dalla fine dell’anno scolastico”, hanno aggiunto, ricostruendo l’ultima convulsa settimana da quando è stata appresa la decisione dell’ordine religioso in merito al destino della scuola: “Il Provveditore agli studi di Imperia Luca Maria Lenti molto preoccupato ha contattato la casa madre per chiedere le opportune spiegazione. Mercoledì 2 Maggio alle ore 16 è stata indetta una manifestazione pubblica davanti all’Istituto Sant’Anna; sarà una grande manifestazione, abbiamo raccolto più di 1000 firme, ci saranno giornalisti anche di calibro nazionale, e politici di zona e non solo, anche esponenti politici della nostra regione Liguria”.

I rappresentati della scuola all’hotel Parigi di Bordighera per incontrare Toti

mamme vallecrosia toti

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E ancora: “È stato contattato Monsignor Antonio Suetta della Curia Vescovile di Sanremo tramite due lettere raccomandate del comitato genitori, attraverso i rappresentanti di classe, e del corpo docente; lo stesso si sta già arrivando nel tentativo di fare chiarezza su questa vicenda stabilendo un contatto con la madre generale Suor Maria Annunziata De Gori che sembra molto schiva e poco disponibile al contatto. Il mondo laico si sta già attivando sui giornali Locali, on-line Facebook, Carta stampata, politici locali e non solo”.

L’istituto Sant’Anna è rimasto l’unica scuola cattolica del comprensivo; l’ultimo baluardo per chi come noi vuole ancora credere che la crescita formativa e spirituale dei nostri bambini sia il pilastro dell’essere buoni cristiani onesti cittadini del futuro e soprattutto testimoni di vita cattolica nel tessuto sociale di questo difficile territorio. Un comitato genitori ha richiesto l’accesso agli atti che motivano tale decisione e una volta reperita la documentazione verrà chiesta tramite un legale una perizia di parte stilata da persona autorevole in materia”.

“Come avrà già capito”
, si legge ancora nella lettera consegnata la presidente,  “Non ci arrenderemo prima di aver portato la nostra causa sui tg nazionali e le trasmissioni di denuncia che tutti noi conosciamo. Questa decisione di chiusura improvvisa comporta, da parte del Provveditore, il ricollocamento automatico dei bambini, cioè noi ad iscrizioni chiuse non abbiamo neanche la possibilità di scegliere la scuola dei nostri figli; tutto ciò diventa oltremodo difficoltoso essendo in questo anno state chiuse 3 scuole: la scuola pubblica Cavour di Ventimiglia, la scuola materna Villa Filomena di Bordighera e l’istituto Maria Ausiliatrice di Vallecrosia. Questo mette in difficoltà tutti noi, Provveditore compreso, che non sa in che modo ricollocare i bambini per mancanza di aule. I nostri bambini perderebbero le loro maestre e le loro suore che sono come mamme oramai per loro, che conoscono tutte le loro abitudini, i loro pregi e i loro difetti. È impensabile portarli fuori dalla loro scuola, moltissimi ne sarebbero traumatizzati, senza parlare del percorso scolastico che verrebbe interrotto con non pochi problemi, a livello di rendimento scolastico, ma anche di socializzazione e attaccamento. Inoltre, e molto grave, più di 20 persone tra docenti e personale, persone che, vivono del loro stipendio, si sono trovate ad affrontare il peggiore degli incubi, la perdita del lavoro.
Spero che tu possa aiutarci in questa battaglia, per dare risalto alla vicenda. Con la speranza di un suo cenno, la salutiamo cordialmente”.

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