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Successo di pubblico al Casinò di Sanremo per “Menù fisso”, lo spettacolo dell’Alberghiero per una scuola inclusiva foto

Nato da un’idea del professore Rivoli e sviluppato da Lucibello, la rappresentazione rientra nel progetto "Il corpo che suona"

Sanremo. Grande partecipazione di pubblico tra genitori, insegnanti e alunni per assistere allo spettacolo messo in scena ieri sera, giovedì 12 aprile, dagli studenti dell’istituto Ruffini Aicardi di Arma di Taggia al teatro dell’Opera del Casinó di Sanremo.

Nato da un’idea del professore Vincenzo Rivoli, docente responsabile del progetto “Il corpo che suona”, e sviluppato splendidamente da Silvia Lucibello che ha curato i testi e la regia dello spettacolo.  

Menù fisso”, questo il titolo dello spettacolo teatrale, racconta la storia, con ironia e divertendo il pubblico in sala, di un ristorante molto particolare, il ristorante “Fisso” ovvero dal menù fisso, dove è possibile scegliere tra due menù, uno di carne e uno vegetariano, se ne può scegliere esclusivamente uno senza poter cambiare piatto; insomma se si sceglie un menù, quello deve rimanere. Accolte da una cameriera, interpretata da Arianna Ottavio, vengono fatte accomodare tre distinte coppie: quella carnivora, composta da Alessia e Loris, quella filosofica con Aurora e Matteo e la vegetariana con Stefano e Fabiana. Tuti i piatti sono cucinati da una severissima chef, Myriam, e dalla sua docile assistente Giorgia, rappresentate fisicamente dai ragazzi con il solo ausilio de corpo. 

Eccezionale il lavoro di Valentina Di Donna che ne ha curato il training performativo. Christian Gullone si è invece occupato di curare le musica e i sottofondi, capaci di far immergere in un’atmosfera irreale e concreta allo stesso tempo. Particolarmente divertente la scena dei ragazzi che hanno mimato il cibo all’interno del microonde e la banda musicale entrata in scena per stravolgere le coppie sedute al ristorante. 

Questo spettacolo si colloca all’interno del progetto scolastico “Il corpo che suona” che l’istituto Ruffini Aicardi porta avanti da diversi anni sempre con lo stesso entusiasmo. In questo progetto il teatro viene visto come spazio d’integrazione dove ciascun alunno è libero di esprimersi e nel quale i ragazzi vengono aiutati a migliorare la propria autostima, il proprio benessere emotivo e le proprie capacità relazionali. Si tratta di un luogo dove ciascuno trova la possibilità di vivere un’esperienza comune, ognuno con la propria specificità. 

Il professore Vincenzo Rivoli commenta: “Questo progetto cerca di tradurre sul piano operativo la visione di una scuola inclusiva che sappia rispondere alle esigenze di tutti, capace di educare alla tolleranza nel senso più profondo del termine ovvero facendosi carico degli altri come condizione di crescita comune e condivisa”. 

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