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Sappe su evasione a Sanremo: “Chiare colpe di colletti bianchi del Ministero della Giustizia” foto

Dura presa di posizione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE dopo l’evasione a Sanremo di un detenuto straniero dall’Ospedale

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Sanremo. “Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Da anni denunciamo l’invivibilità nel carcere di Sanremo, per detenuti e Agenti di Polizia Penitenziaria ma nessuno ha mai fatto nulla. Non ha incrementato il deficitario organico della Polizia Penitenziaria, non ha predisposto adeguati ed urgenti interventi strutturali del carcere e delle celle, non ha recepito le critiche del SAPPE sulle gravi ricadute che la mancanza di personale comporta sui livelli di sicurezza delle scorte dei Nuclei delle Traduzioni e dei Piantonamenti”, ha commentato Donato Capece, segretario generale SAPPE (sindacato autonomo di polizia penitenziaria).

E ancora. “Ci rendiamo conto che il SAPPE denuncia da tempo che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza in organico di poliziotti penitenziari, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento? La politica se n’è completamente fregata, tant’è che nei programmi elettorali poco o nulla c’è su carcere e Polizia Penitenziaria. E i vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Persino lasciare trent’anni un direttore carcerario nella stressa sede, come avviene a Sanremo, è imbarazzante…”.

“Sono già in corso le operazioni di polizia per assicurare la cattura dell’evaso, che spero venga preso quanto prima. Questa evasione è la conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della Polizia Penitenziaria, che ha 7mila agenti in meno”, conclude Capece. “Smembrare la sicurezza interna delle carceri con vigilanza dinamica, regime aperto ed assenza di Polizia Penitenziaria favorisce inevitabilmente gli eventi critici, che sono costanti e continui”.

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