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Sanremo, un’esperienza didattica “sul campo” per gli alunni del sociosanitario Ruffini-Aicardi foto

Gli studenti, affiancati dal personale esperto, hanno avuto modo di capire come si possono proporre attività didattiche e ricreative nel settore dell’infanzia, suddivise per varie fasce d’età

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Sanremo. Un’attività importante per capire come mettere in pratica quanto si apprende a scuola. Gli alunni dell’istituto professionale per i servizi sociosanitari Ruffini-Aicardi di Sanremo hanno trascorso una giornata a Genova alla “Città dei ragazzi”. Affiancati dal personale esperto della struttura, gli studenti hanno avuto modo di capire come si possono proporre attività didattiche e ricreative nel settore dell’infanzia, suddivise per varie fasce d’età.

E’ stata un’attività molto coinvolgente e formativa per iniziare a “progettare” attività di questo tipo, utilizzando le nozioni teoriche studiate a scuola. Tra i docenti accompagnatori, la prof.ssa Anna Patella, docente di metodologie operative, riferisce : “L’istituto professionale sociosanitario fornisce competenze per operare anche nel mondo dell’infanzia e degli adolescenti. Tra le materie che caratterizzano il corso di studi, metodologie operative è una disciplina tecnico-pratica, svolta anche in codocenza con arte, musica e psicologia, che insegna a “progettare” attività didattiche-ricreative da proporre nei vari settori del sociale. La giornata alla “Città dei Ragazzi” di Genova è una tappa importante per arricchire le conoscenze dei nostri studenti che, anche grazie ad esperienze di questo tipo potranno fare scelte consapevoli per le future attività dell’alternanza scuola –lavoro previste dalla L.107/2015 e, perché no, anche per un futuro lavorativo. La nostra scuola, sta costruendo una rete di contatti con strutture pubbliche e private dell’ambito sociosanitario del territorio, disponibili ad accogliere gli studenti nel loro percorso formativo. Una figura professionale di questo tipo è relativamente nuova nel mercato del lavoro locale, con buone prospettive occupazionali sia come dipendente sia come autonomo con la creazione di imprese sociali”.

La trasferta a Genova si è conclusa con il percorso del dialogo nel buio, un’occasione per avvicinarsi alla quotidianità di persone diversamente abili.

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