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Sanremo, prende il via la stagione primaverile dei Martedì Letterari al Casinò

Da Roberto Napoletano, a Louis Godart, Francesco De Nicola, Enzo Melillo, Padre Federico Lombardi, Savino Roggia, Domenico Vecchioni, Marco Brogi e Michael Sfaradi

Sanremo. La stagione primaverile dei Martedì Letterari dei Casinò dopo i quindici incontri da gennaio a marzo, propone al suo affezionato pubblico altri quattordici eventi, che spaziano dalla Grande Narrativa, alla Storia, all’Arte, alla psicologia alla difesa del mare. La stagione primaverile terminerà il 7 giugno con la cerimonia di Premiazione del Premio Letterario Nazionale “Casinò di Sanremo- Antonio Semeria” sezione Poesia.

Confermato il ciclo “Grandi Autori Internazionali” che vede la partecipazione di Roberto Napoletano, Louis Godart, Francesco De Nicola, Enzo Melillo, Padre Federico Lombardi, Savino Roggia, Domenico Vecchioni, Michael Sfaradi. Con il regista Marco Brogi verrà ricordato anche il cinema Neorealista, mentre la prof. sa Sara Taglialagamba, allieva prediletta del compianto prof. Carlo Pedretti, ricorderà con i “100 più bei disegni di Leonardo” ,il prossimo 500esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci.

Il Centenario della Grande Guerra attraverso gli scritti di Giuseppe Ungaretti, l’analisi della crisi economica finanziaria che ha attraversato l’Europa e l’Italia dal 2008 ad oggi. Arte e Psicologia, Storia e Religione, Cinema e Interpretazione filosofica, tutela del mare e omaggio al Cinema Neorealista costituiscono la proposta della stagione primaverile dei Martedì Letterari. Più di quindici momenti culturali arricchiti da mostre, esposizioni documentali e fotografiche che completano il programma. Per Casinò Spa è un onore annunciare la quarta Festa dell’Europa al Casinò di Sanremo, organizzata in collaborazione con la Prefettura di Imperia. Per questa affezione è doveroso ringraziare S.E. il signor prefetto, dott.sa Silvana Tizzano, il cui sostegno ha permesso di organizzare congiuntamente questa importante ricorrenza internazionale insieme al mondo scolastico. Il ringraziamento di casinò Spa si estende a tutti i protagonisti, alle associazioni, ai docenti e al pubblico che numeroso segue le rassegne, la cui presenza è di sprone a continuare a cementare l’immagine culturale dell’azienda, premiata con l’inserimento dei “Martedì Letterari” nell’anno internazionale del patrimonio Culturale Europeo.

Il 10 aprile, nel Teatro dell’Opera alle 16.30 l’inaugurazione della stagione primaverile dei Martedì Letterari è affidata al prof. Francesco de Nicola, componente del Comitato d’Onore e della Giuria tecnica del Premio letterario Nazionale “Casinò di Sanremo-Antonio Semeria”. Verrà ricordato il centenario della Grande Guerra. Gli scrittori italiani e la Grande Guerra è il titolo dell’incontro con il prof. Francesco De Nicola, che presenterà il volume: ”Ungaretti, Lettere dal fronte a Mario Puccini”. Momento introduttivo con il maestro Marco Zaccaria della scuola Respigni di Sanremo. Letture scelte dal Teatro dell’Albero. L’incontro è inserito nel piano di formazione dei docenti.

Ungaretti lettere al fronte a Mario Puccini.
“Un poeta – impegnato in un corpo a corpo, quello con l’indicibile, che non ammette distrazioni – non può essere anche altro. Un soldato – impegnato in un corpo a corpo, quello con il nemico, che non ammette distrazioni – non può essere anche altro. La condizione di poeta e quella di soldato sono due assoluti.
L’assoluto, per sua stessa natura, non entra in relazione. L’assoluto messo in relazione non diventa l’assoluto meno qualcosa, bensì smette di essere” (Ungaretti Lettere)

Giuseppe Ungaretti, soldato semplice sul fronte del Carso, nel 1917 scrive una serie di lettere, biglietti e cartoline in franchigia a Mario Puccini, ufficiale presso il Comando supremo.Coi toni più svariati (“Sono macerato dalla malinconia”, p. 26; “sono in uno stato di nevrastenia tremenda […] Vienmi ad abbracciare”, p. 33; “mio caro Puccini, ma da che mondo cadi?”, p. 46; “Perdonami, se mi hai sentito per amarezza cader quasi in bestialità, l’altro giorno”, p. 47; “Mio caro Puccini, si può aver l’onore di avere una tua risposta”, p. 54), Ungaretti parla a Puccini di due cose: gli chiede di essere esentato dal corso per diventare ufficiale (obbligatorio per chi avesse un titolo di studio) nonché di venire reintegrato nel suo reggimento originario “dove ero l’idolo” (p. 36); e lo tiene aggiornato sulla scrittura propria (“Ti ho scritto ieri che Apollinaire mi traduceva in francese”, p. 34) e altrui (“Papini m’informa che ti ha mandato a Milano le sue poesie”, p. 45). Ma in fondo non fa che ripetergli una preghiera: liberami da questo assoluto che non mi compete, riportami al mio.

Il 1917 è l’anno orribile della guerra, anche per Giuseppe Ungaretti sul fronte isontino. Lo si capisce leggendo queste 26 lettere raccolte e pubblicate da Archinto con il titoloLettere dal fronte a Mario Puccini a cura di Francesco De Nicola. Ferito, inabile, nevrastenico, impaziente di spostarsi da una situazione di presidio a un battaglione movimentato in azione, con i compagni di sempre (oppure di essere spedito in Terra Santa con il contingente italiano partito in quegli anni, per sfruttare le proprie conoscenze linguistiche). Il ritratto che ricaviamo è davvero quello di un uomo di pena che cerca in Mario Puccini un supporto ma anche un aiuto fraterno per essere spostato (e come s’arrabbia!). Puccini è tenente presso il Comando supremo della III armata dislocato non molto lontano da Ungaretti. I due, in realtà distanziati di un solo anno (del 1887 Puccini, del 1888 Ungaretti), si sono conosciuti prima delle ostilità, quando Ungaretti aveva provato a piazzare nel catalogo delle edizioni Puccini, fondate dal padre di Mario ad Ancona, il Moscardino dell’amico Enrico Pea, conosciuto durante il lungo periodo egiziano. L’esito commerciale dell’operazione non fu dei più memorabili e la sfortunata pubblicazione deve aver avuto qualche ricaduta nei rapporti. Abbandonati quei dissapori, Ungaretti si rivolge in modo fraterno all’autore de Il soldato Cola e di quello che possiamo annoverare fra i primissimi reportage a caldo della ritirata di Caporetto (Caporetto: note sulla ritirata di un fante della III Armata, Editrice Goriziana, 1987). Abbandona il voi e passa presto al tu. Apre il suo cuore, riversa nelle lettere sensazioni che poi ritroveremo nella sua poesia, come quella di essere macerato dalla malinconia.

Francesco de Nicola (Genova 1946) è professore di Letteratura Italiana Contemporanea nell’Università di Genova. Autore di numerosi volumi di critica letteraria, tra i quali Introduzione a Fenoglio (Bari-Roma, Laterza, 1989), Introduzione a Vittorini (ivi, 1993) e Neorealismo (Milano, Bibliografica, 1997), ha curato l’edizione di opere inedite o rare come Bandiera bianca a Cefalonia (Recco, Le Mani, 1996 poi Mondadori, 2001) di Marcello Venturi, Sull’Oceano (ivi, 2004) di De Amicis e recentemente Con Garibaldi alle porte di Roma (Sestri Levante, Gammarò, 2007) di A.G. Barrili. Autore anche di testi divulgativi, come Letteratura italiana contemporanea. Dall’unità nazionale all’era televisiva (Genova, De Ferrari, 2003), con Giuliano Manacorda ha pubblicato Tre generazioni di poeti italiani. Un’antologia del secondo Novecento (Caramanica, 2005). Dal 1974 è giornalista pubblicista e ha collaborato, tra gli altri, a “Il Secolo XIX” e “La Repubblica”. Dal 2001 è presidente del Comitato genovese della “Dante Alighieri”. Il 17 aprile alle 16.30 Roberto Napoletano, già Direttore del Sole24Ore, presenta il suo ultimo libro:” Il Cigno nero e il Cavaliere Bianco” ( La nave di Teseo). Roberto Napoletano racconta gli anni della grande crisi che ha colpito al cuore l’Italia e l’Europa, vissuti da direttore del “Messaggero” e del “Sole 24 Ore”.

Colloqui riservati a tutti i livelli, italiani e internazionali, segreti, rivelazioni scottanti, protagonisti e comparse che si intrecciano come in un romanzo thriller, in cui la posta in palio è altissima e molto reale. Una storia che inizia nel novembre del 2011, quando si abbatte sull’Italia il Cigno nero – la tempesta perfetta dei mercati – e arriva fino ad oggi, allo scontro aperto su Bankitalia e le macerie del sistema bancario italiano. Attraverso nuovi incontri inediti e prove documentali, Napoletano riscrive la storia della grande crisi italiana, la crisi sovrana e la crisi bancaria, mettendo a nudo responsabilità nascoste. Il complotto non esiste, l’Italia non diventa la nuova Grecia, ma paga salato il conto dell’errore fatale di Trichet, allora presidente della Banca centrale europea. Pesano sul paese gli interessi geopolitici dei nostri “cari alleati” e si allungano le mani predone della finanza d’oltralpe. A salvarci sarà il provvidenziale arrivo di un Cavaliere bianco, il nuovo presidente della Bce Mario Draghi. Intanto gli italiani vivono la parabola di Berlusconi, i sacrifici del governo Monti, i tentativi del giovane Letta, il coraggio e le trame di Renzi. È il passaggio tra un mondo vecchio e il mondo di oggi.

Le grandi famiglie industriali si dileguano in un capitalismo di relazione che non muore mai, le banche sono investite loro malgrado dal ciclone della doppia recessione e, grazie al lavoro silenzioso degli uomini del Tesoro e della Banca d’Italia, si evita il fallimento del paese. Questa rilettura avvincente della storia del risparmio rivela che si è arrivati a un passo dalla fuga dei depositi e per colpa di chi. Si scopre una zona grigia dove si arricchiscono tanti “furbacchioni” e si rovinano molti disgraziati. Fuori, a combattere ogni giorno la battaglia della competitività, resiste una speranza: un sistema di imprese familiari, cresciute in Italia ma ormai globali, che vince nel mondo perché innova, senza chiedere aiuti a nessuno.

Roberto Napoletano, figlio di genitori di origini avellinesi, nasce a La Spezia dove trascorre i primi 15 anni di vita per poi trasferirsi a Nola. Dal 2011 è direttore del «Sole 24 Ore» e di tutte le testate del gruppo (Radio 24, l’agenzia di stampa Radiocor, l’informazione web e specializzata), e direttore editoriale del gruppo multimediale Sole. Dal 2006 al 2011 è stato direttore del «Messaggero». Oltre alla carriera giornalistica, che gli è valsa diversi riconoscimenti internazionali tra cui il premio Guido Carli, il premio internazionale di giornalismo civile, il premio speciale Saint Vincent di giornalismo per le inchieste in prima pagina, il premio Biagio Agnes e il Premio Capalbio, Roberto Napoletano ha scritto diversi saggi e libri tra cui: Fatti per vincere (1966), Se il Sud potesse parlare (2001, entrato anche nelle scuole), Mezzogiorno, risorsa nascosta (1997), Padroni d’Italia (2004), bestseller dell’economia, Fardelli d’Italia (2005), Padroni e Fardelli (2006), Promemoria italiano (2012), longseller della saggistica.
Durante la sua attività professionale ha collaborato con varie testate, tra le quali «Il Corriere della Sera», «Il Mondo» e «Mondo Economico», ed è stato autore di diversi programmi televisivi e radiofonici della Rai.
Lunedì 23 aprile nel Teatro dell’Opera, alle ore 16.30 In collaborazione con l’Unesco, nella giornata mondiale del libro, Enzo Melillo presenta il libro: “La farfalla nel bozzolo d’acciaio (De Ferrari). Parteipa il presidente dell’Unesco Sanremo Ing. Ciro Esse.

“Testimoni di luce. Se c’è una cosa che il mestiere di giornalista permette di essere, se fatto con coscienza e onestà, è anche questo. […] Ci consente di informare narrando storie di persone straordinarie, esempi positivi, trame di vita che aprono il cuore alla speranza e aiutano ad avere la meglio sul pessimismo. In questi casi […] trovo che siamo dei testimoni di luce.” Con queste parole Enzo Melillo, giornalista e conduttore del Tg3 Liguria, apre il suo secondo libro “La farfalla nel bozzolo d’acciaio” edito dalla Casa Editrice genovese “De Ferrari”.

L’opera è un libro-intervista a Giovanna Romanato e racconta, attraverso le sue parole e quelle delle persone a lei vicine, la storia e la vita di questa donna straordinaria. Giovanna si è ammalata di poliomielite all’età di 10 anni e da allora è costretta a vivere all’interno di un polmone d’acciaio. Non ha certamente una vita semplice, ma la forza e la positività che, nonostante la sua pesante condizione, sa trasmettere, riesce a rendere più leggere le vite degli altri.
Giovanna è la luce di cui Enzo Melillo, con il suo libro, si fa testimone.

La finalità della pubblicazione è anche benefica: le spese quotidiane che Giovanna, nelle sue condizioni deve sostenere sono molte ed è necessario l’aiuto del maggior numero di persone possibile. Enzo Melillo lo fa proprio attraverso quest’opera, che oltre a far conoscere la sua storia e la sua luce, è in grado di farle arrivare un contributo economico attraverso i diritti d’autore che le ha ceduto.

Il 24 aprile nel Teatro dell’opera alle ore 16.30 nel teatro dell’Opera per il ciclo “Riconoscere le emozioni” torna il Il prof. Francesco Aquilar con il suo libro: ” Psicoterapia dell’amore e del sesso. 100 domande, 100 risposte e 3 commedie psicoterapeutiche” (Franco Angeli Editore). Il mese di maggio si apre mercoledì 2 maggio alle ore 16.30 con il dott. Savino Roggia che presenta l’opera composta con il nipote Lawrence Losito, il libro: “Pinocchio senza naso” (ArabaFenicelibri) . Non soltanto una favola ma una metafora di vita.

Savino Roggia aveva già stupito i lettori, appassionati e non, con “Pinocchio ritrovato”, pubblicato nel 2012: un saggio costato al suo autore otto anni di lavoro. Per la prima volta si seppe che dei personaggi e delle storie che animano la favola da 130 anni si erano perpetuate immagini frutto di una lettura superficiale dell’opera di Collodi. Pinocchio non è l’icona dell’uomo bugiardo e del monello che odia la scuola. Quel burattino ama la verità e desidera andare a scuola, ma in quella comunale; ha motivi fondanti per uccidere il Grillo parlante e piangere sulla tomba della Bella Bambina, relazionarsi con il Gatto e la Volpe, bazzicare l’Osteria del Gambero Rosso, ridursi a cane da guardia, salire sul carro dell’Omino.

La sua trama favolosa è ordita non per assonnare, ma per risvegliare l’essere umano voglioso di comprendere i meccanismi che nutrono i burattini e difendersi dai burattinai dell’esistenza, vincendoli. Ragioni per cui “Pinocchio ritrovato” indaga le situazioni, i vizi e le abitudini che creano dipendenza, e invita a riflettere sui mutamenti mentali necessari per sottrarsi alla schiavitù dell’istinto, dei pregiudizi e delle passioni, per giungere alla coscienza di sé, a essere un bravo bambino, un Uomo.

Ed ecco Pinocchio senza naso pubblicato dalla cuneese Araba Fenice edizioni, uno studio appassionato, estremamente analitico, condensato in una vera e propria esegesi de Le avventure di Pinocchio. Dal riferimento testuale, conglobato nell’analisi, si passa a considerazioni di carattere storico, esoterico, filosofico e teologico, confortate dalla precisione dettagliata delle note, per comporre il labirinto del percorso costante e faticoso dell’essere umano, teso alla sua risurrezione interiore.

La novità maggiore è costituita dalla lettura a tutto fondo del protagonista e dei personaggi di contorno, spesso fraintesi e liquidati con sufficiente approssimazione come interpreti di una favola, senza esplicitarne il simbolismo inequivocabile. In questo ambito non mancano le sorprese tanto che, dopo la lettura attenta del saggio, si potrà finalmente accedere alla cattura testuale e scientifica dell’originale, finalmente esplicitato in tutta la sua ricchezza di libro di tutti i tempi e per tutte le età.

Roggia è supportato in questo dal nipote Lawrence Losito, 12 anni, che ha avuto il compito di rilevare il vocabolo e l’espressività concettuale desueta. Il libro riassume quattro anni di lavoro e nasce sulle spoglie di “Pinocchio ritrovato”, raffinando e commentando, i precedenti scritti dell’autore su quella miniera d’immagini, metafore, simboli e colpi di scena che è Le avventure di Pinocchio. I primi attori – Mastro Ciliegia, Mastro Geppetto, Mangiafoco, Fatina, Giudice…, il copioso bestiario e altre invenzioni narrative – invitati a fare un passo indietro, lasciano emergere il significato più profondo di Pinocchio e della favola, le cui radici affondano in un originario che ricorda all’uomo di elevarsi e bordeggiare sempre le alture dell’altruismo.

Pinocchio senza naso scopre un tesoro valoriale unico, biblico, lontano, lontanissimo dalla bambinata e si offre alla lettura di quanti vogliono saperne di più sull’opera d’arte più tradotta al mondo. Aggiunge dettagli significativi sull’umanizzazione del burattino, sul naso a lunghezza variabile e sui rapporti tra Pinocchio e Lucignolo. Le avventure del burattino esprimono il viaggio che l’uomo pentito intraprende per ritrovarsi e determinare la nuova società. La favola è protesa a un futuro senza tempo e spazio. Tutti sono invitati a leggerlo e rileggerlo. Non trasmette un metodo per far fortuna, propone di costruirsela con solidi mattoni attinti dalla quotidianità.

Il linguaggio di Pinocchio senza naso è lieve. In una visione dualistica della realtà introduce una forte tensione tra chi può e non realizza e tra chi potrebbe, o sarebbe impedito, e fa o si sbatte allo scopo, tra il grigio del presente e il turchino del domani, tra la scuola che fabbrica marionette e quella che costruisce esseri ragionevoli. In apertura e in finale, quasi a definirne il perimetro de Le avventure di Pinocchio rispondendo alle sfide del fine ‘800, Pinocchio varca i confini del contingente e si colloca nell’alveo del libero arbitrio.

S’impegna a fare il proprio dovere, mantenersi fedele all’impegno preso, rendere giustizia, esercitare la curiosità, sforzarsi di costruire, obbedire e, posto di fronte alla necessità, trasgredire le leggi spinto da un movente ritenuto superiore, e cosi via alla foce, diversamente contento di averlo cercato. Davanti all’errore, il burattino non si dispera, lo rielabora a insegnamento da riporre nella sua coscienza che a maturazione lo porterà a essere non più interessato a distruggere quanto a comprendere il fine dell’uomo.

Pinocchio senza naso svela l’architettura letteraria piuttosto complessa de Le avventure di Pinocchio, colma di presenze che la trasformano in una cattedrale ornata di simboli i cui significati sono rimasti per oltre 130 anni inascoltati. Siamo di fronte a un vero e proprio arsenale d’immagini, paragoni, rimandi, segni, metafore e simboli, che parlano della realtà più profonda della storia. Non tentiamo di elencarli perché saranno decifrati nel testo. La base, comunque, di questi sistemi narrativi secondo lo stile della letteratura favolistica è del tipo onirico.

Con Pinocchio senza naso, Le avventure di Pinocchio si libera della patina favolistica forzata ormai dalla pinocchiologia per la mala abitudine dell’adeguarsi e del non prevedere che macigni sapienziali potessero proteggerne trama e ordito ultimo. A ciò ha pure contribuito la cinematografia, da quella briosa prodotta da Walt Disney (1940), a quella ben musicata di Luigi Comencini (1972) e a quella veloce di Roberto Benigni (2002). Confortante è il lavoro dell’artista Lino Monopoli: con i suoi infiniti pinocchi costruiti da materiali di recupero, urla all’umanità la più vera condizione dell’uomo.

Pinocchio senza naso pagina dopo pagina porterà il lettore a comprendere quanto il capolavoro di Collodi sia una tra le più grandi creazioni poetiche donate all’umanità. L’autore dell’evocativa copertina è Michele Nasetta di Cuneo.
Venerdì 4 maggio ore 10.30 scuole ore 18.00 società civile Santuario Pelagus: uno straordinario patrimonio da conoscere e da valorizzare con la partecipazione della Dott.sa
L’8 maggio ore 16.30 nel teatro dell’Opera incontro con Padre Federico Lombardi, già responsabile della sala stampa del vaticano. Presenta il libro: “ VatileaKs 2 Il vaticano alla prova della Giustizia degli uomini (Rizzoli)

Mercoledì 9 maggio ore 16.30 In collaborazione con la Prefettura di Imperia IV Festa internazionale dell’Europa al Casinò di Sanremo. Il prof. Louis Godart Relazionerà su:” “Cittadinanza Europea e diritti umani”. l concetto di cittadinanza nasce nel secolo VI a.C, ad Atene, in Grecia e fu introdotto attraverso uno dei pilastri più importanti che persiste al giorno d oggi: la democrazia.”Il Prof. Louis Godart ci parla di “Cittadinanza europea e diritti umani”. Affronta diversi temi legati all’ essere cittadino: dalla nascita del concetto di cittadinanza, al paragone del concetto di cittadinanza in una città e in relazione con uno stato. Spiega inoltre cosa significa oggi essere cittadino europeo. In ultimo esplora il lungo cammino e l’evoluzione dei diritti umani nella storia fino ad arrivare alle tematiche legate alle migrazioni, una prospettiva dove il concetto di Europa si lega a quello di persona.
Il 15 maggio ore 16.30 l’ambasciatore Domenico Vecchioni presenta il libro: “Saddam Hussein. Sangue e terrore a Bagdad” (Ingrandimenti-Greco&Greco). Si arricchisce la serie di libri biografici pubblicati da Domenico Vecchioni su personaggi contemporanei che, per motivi diversi, hanno caratterizzato la storia recente.

Conosciamo Saddam Hussein, il Rais di Bagdad, per la guerra scatenata contro l’Iran, per l’aggressione al Kuwait, per le sconfitte subite dagli Stati Uniti, per la repressione dei musulmani sciiti, per il tentato genocidio dei curdi/iracheni, per la politica particolarmente ambigua nei riguardi della produzione delle armi di distruzione massiva. Non siamo, invece, molto informati sull’esercizio del suo spietato dispotismo, sulla gestione del suo potere assoluto che lo poneva al di sopra della legge, sui suoi schizofrenici comportamenti che ne faranno uno dei peggiori tiranni che il Medio Oriente abbia mai espresso.

Con questo libro proponiamo appunto di mostrare la dittatura del Rais in tutta la sua inumana crudeltà e stupefacente cinismo, ricordando le sofferenze, i lutti, gli arbitrii subiti dal popolo iracheno, che sarà costretto a pagare un pesantissimo tributo di sangue e di terrore. Il saggio si ripromette anche di evocare la megalomania di Saddam, che spesso sfociava in vera e propria mitomania, la sua patologia dell’hubris, la malattia dei dittatori, che gli faceva credere di essere onnipotente e il suo disprezzo per la vita umana. Quella altrui naturalmente, perché la sua era ben protetta da un esercito di agenti speciali, inclusi degli utilissimi sosia che gli evitavano di essere presente in situazioni potenzialmente pericolose.

Già diplomatico di carriera, Domenico Vecchioni ha ricoperto numerosi incarichi alla Farnesina e all’estero. Da ultimo è stato Ambasciatore d’Italia a Cuba. E’ autore di oltre 30 libri. Saggista, storico e divulgatore, ha al suo attivo diverse biografie storico-politiche (tra cui Raoul Wallenberg, Evita Peron, Raul Castro) e studi sulla storia dello spionaggio (da “Cynthia” alla “Storia degli 007 dall’antichità a oggi”). Direttore delle Collane “Ingrandimenti” e “Affari Esteri”

Il 22 maggio ore 16.30 Il regista Marco Brogi presenta il libro:” My number is up ( Scripta) Partecipa il regista e attore Elio Marchese. In collaborazione con la Fondazione Cento Fiori, il Circolo degli Artisti di Albissola verrà illustrata l’esposizione :“Cinema Dipinto: l’Italia del Dopoguerra attraverso i capolavori del cinema Neorealista.”
Il 29 maggio ore 16.30 Michael Sfaradi presenta il libro Am Groner Freibad 5-Tutta la vita in una notte” (P.S).
Due gli appuntamenti a giugno . Il 5 giugno alle ore 16.30 nell’ambito degli eventi in preparazione al 500° Anniversario della morte di Leonardo da Vinci verrà tributato l’Omaggio al prof. Carlo Pedretti. La prof. sa Sara Taglialagamba presenterà il libro: “ I 100 più bei disegni di Leonardo da Vinci “ (Giunti), opera da lei curata con l’apporto del prof. Pedretti, recentemente scomparso.

Giovedì 7 giugno nel Villaggio Giraglia presso lo Yacht Club Sanremo alle ore 18.00 si terrà la Cerimonia di consegna Premio Letterario Nazionale “Casinò di Sanremo- Antonio Semeria” Sezione Poesia. I Martedì Letterari, con il programma nutrito delle esposizioni, danno appuntamento alla stagione estiva giugno settembre.

Martedì Letterari aprile-giugno 2018

10 aprile ore 16.30
1918-2018
Gli scrittori italiani e la Grande Guerra
il prof. Francesco De Nicola
presenta il libro
Ungaretti, Lettere dal fronte a Mario Puccini.

17 aprile ore 16.30
Roberto Napoletano
presenta il libro:
“Il Cigno Nero e il Cavaliere Bianco
Diario Italiano della grande crisi
(la Nave di Teseo)
Partecipa lo storico Matteo Moraglia.

Lunedì 23 aprile ore 16.30
In collaborazione con l’Unesco
Nella giornata mondiale del libro
Enzo Melillo
presenta il libro
La farfalla nel bozzolo d’acciaio (De Ferrari)

24 aprile ore 16.30
Per il ciclo “Riconoscere le emozioni”
Il prof. Francesco Aquilar.
presenta il libro:” Psicoterapia dell’amore e del sesso.
100 domande, 100 risposte e 3 commedie psicoterapeutiche”
(Franco Angeli Editore).

Maggio
Mercoledì 2 maggio ore 16.30
Savino Roggia
Lawrence Losito
presentano il libro:
“Pinocchio senza naso” (ArabaFenicelibri)

Venerdì 4 maggio ore 10.30 scuole ore 18.00 società civile
Santuario Pelagus: uno straordinario patrimonio
da conoscere e da valorizzare

8 maggio ore 16.30
Padre Federico Lombardi
presenta il libro:
“ VatileaKs 2
Il vaticano alla prova della Giustizia degli uomini (Rizzoli)

Mercoledì 9 maggio ore 16.30
In collaborazione con la Prefettura di Imperia
Festa internazionale dell’Europa
Il prof. Louis Godart
Relazionerà su:”
“Cittadinanza Europea e diritti umani”.

15 maggio ore 16.30
Domenico Vecchioni
presenta il libro:
Saddam Hussein
Sangue e terrore a Bagdad” (Ingrandimenti-Greco&Greco)

22 maggio ore 16.30
Omaggio al Neorealismo
Il regista Marco Brogi
presenta il libro
My number is up ( Scripta)

29 maggio ore 16.30
Michael Sfaradi
presenta il libro
Am Groner Freibad 5
Tutta la vita in una notte” (P.S)

Giugno

5 giugno ore 16.30
Nell’ambito degli eventi in preparazione al 500° Anniversario della morte di Leonardo da Vinci
Omaggio al prof. Carlo Pedretti
La prof. sa Sara Taglialagamba
presenta il libro:
I 100 disegni di Leonardo da Vinci (Giunti)
Esposizione

Giovedì 7 giugno- Villaggio Giraglia- Yacht Club Sanremo
ore 18.00
Cerimonia di consegna Premio Letterario Nazionale
“Casinò di Sanremo- Antonio Semeria” Sez.Poesia

Mostre

Antologica di Giorgio Rocchi 1965-1999
Tra narrazione e fermo immagine
Una storia tutta italiana.
Sino al 29 aprile

Santuario Pelagus: un patrimonio straordinario da conoscere e da valorizzare.
4-9 maggio

In collaborazione con la Fondazione Cento Fiori
E il Circolo degli Artisti di Albissola
Cinema Dipinto: l’Italia del Dopoguerra
attraverso i capolavori del cinema Neorealista
10- 23 maggio

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