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Sanremo, gli studenti del Liceo Cassini al Cern di Ginevra foto

Ci sarà qualche studente che vorrà andare a lavorarci?

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Sanremo. Sono appena tornati da Ginevra i 34 studenti che hanno preso parte al viaggio organizzato dal Liceo Cassini al Cern di Ginevra. I ragazzi, provenienti da varie sezioni del classico e dello scientifico, hanno avuto la possibilità di vedere dal vivo il più grande centro di ricerca sulla fisica subatomica al mondo. Infatti con più di 12.000 persone che ci lavorano e con un acceleratore di particelle di 27 km di circonferenza, nonché 4 rilevatori di particelle che presi singolarmente pesano quanto la torre Eiffel, il Cern è la capitale mondiale della ricerca sull’infinitamente piccolo che ci permette di capire l’infinitamente grande. Grazie alle scoperte fatte da vari ricercatori che lavorano con i dati ottenuti dagli scontri tra i fasci di particelle, come quelli dell’LHC ( Large Hadron Collider), non solo siamo stati in grado di approfondire la nostra conoscenza della materia, ma queste scoperte hanno avuto anche risvolti pratici nella diagnostica medica oppure nella nascita del web.
Da più di 10 anni viene organizzato dal Liceo Cassini, a cura delle professoresse Scarella e Navone, un corso di fisica che spazia dalla Teoria della relatività di Einstein a quella delle stringhe passando per la supersimmetria e il gatto di Schrödinger. E il giusto coronamento è quello di vedere da vicino la struttura che ha permesso la scoperta di innumerevoli particelle elementari, come l’ultima scoperta, il bosone di Higgs, che è valso il premio Nobel allo scienziato inglese che lo aveva previsto 50 anni prima. “ È stata un’esperienza assolutamente affascinante” hanno detto i ragazzi a proposito. “ Mi piacerebbe addirittura tornare a lavorarci”.
Quali sono le sfide che ha il Cern in serbo per il futuro? Come dicono le due guide che hanno accompagnato il gruppo, un fisico e un ingegnere, “scoprire i leptoquark, ovvero particelle che compongono i quarks che formano a loro volta protoni e neutroni, contenuti nei nuclei degli atomi”. Per farlo si apre tuttavia un problema per il Cern, ovvero costruire un acceleratore molto più potente dell’attuale LHC. Ovviamente sono già a lavoro, ma non sarà pronto prima del 2020 dicono dal Cern. Magari ci sarà qualcuno del Cassini a lavorarci?

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