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Ribaltato il concetto di Bolkestein: “Giornata storica, grande conquista” foto

Incontro ieri in Parlamento fra il padre della normativa e i balneari, tra cui delegazioni dell'Imperiese. Presente anche l'assessore regionale Scajola. Le dichiarazioni

«Le spiagge sono beni e non servizi. La direttiva non va applicata ai balneari». Con questa breve frase Frits Bolkestein ha raccolto ieri alla Camera dei Deputati l’ovazione delle imprese balneari italiane, tutte.

Salito agli onori della cronaca per essere il padre della direttiva europea sulla libera circolazione dei servizi, in vigore dal 2006, l’economista olandese è arrivato in Parlamento su invito dell’associazione Donnedamare, quindi della presidente Bettina Bolla, per fare chiarezza sulla norma, all’interno della quale è stata inserita anche la categoria dei balneari.

L’occasione si è costi trasformata in un grande evento dal titolo “L’euro, l’Europa e la Bolkestein spiegati da Frits Bolkestein”, a cui hanno preso parte delegazioni di balneari da tutta Italia che per più di dieci anni hanno vissuto nell’incubo di vedere messe all’asta le loro concessioni demaniali-marittime.

Ma nel corso del convegno, Bolkestein li ha rassicurati. Più volte infatti ha sottolineato che le imprese balneari non sono servizi ma beni e che la direttiva non deve essere applicata alle concessioni delle spiagge.

«Questa non è solo una vittoria di Donnedamare ma di tutte le 30000 aziende balneari, delle associazioni e dei politici che ci hanno sostenuto – commenta Bolla in una nota –. Una battaglia iniziata nel 2007, fatta senza mai arrendersi, anche quando tutti dicevano che le scelte le aveva fatte per noi l’Europa. È al nuovo Governo che si formerà che chiediamo l’impegno di recepire la direttiva nel modo corretto, dopo che si è finalmente fatta luce sull’incresciosa vicenda».

All’evento hanno preso parte rappresentanti dei diversi schieramenti politici, soprattutto esponenti del centro-destra, fra gli alti: Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Maria Stella Gelmini, Gian Marco Centinaio, Maurizio Gasparri, Carlo Fidanza. Presente con il consigliere Angelo Vaccarezza anche Marco Scajola, assessore al Demanio e all’Urbanistica di Regione Liguria, che durante il convegno è salito sul palco e prendendo la parola non ha saputo trattenere la felicità:

«In questo momento sono molto felice perché le parole di mister Bolkestein hanno detto qualcosa che per noi era ovvio, certo, sicuro, lo avevamo già capito. Le poche volte che il Governo ci ha convocati per ascoltare la nostra opinione, lo abbiamo pure urlato – ha esordito Scajola, che nel 2017 aveva anche fatto due proposte di legge per fronteggiare i rischi per i balneari derivanti dalla direttiva –. Purtroppo però spesso venivo spesso trattato come lo scolaretto arrogante che vuole insegnare ai Ministri il loro mestiere mentre invece dovevo starmene in un angolino, in silenzio. Mi ha fatto molto piacere oggi sentire da una persona autorevole come mister Bolkeistan una cosa che noi diciamo da anni: qui non si parla di servizi, qui si parla di beni, si parla di storia, di economia, di cultura, di quello che rappresentano per il nostro territorio le imprese balneari. Un grande risultato».

Ovviamente a Roma non potevano mancare referenti di categoria della provincia di Imperia, come Raffaella Panizzi, presidente di Spiagge Armesi, che ha preso parte all’evento insieme a Patrizia Lerda, responsabile locale dell’associazione promotrice.  «Le parole di Bolkestein – ha commentato Panizzi – rappresentano un grande risultato per tutte le imprese balneari italiane. In questi anni abbiamo vissuto momenti di empasse, di incertezza. Ma ci siamo impegnati tanto, per far valere le nostre ragioni e per portarne le istanze a cittadinanza e istituzioni, seppur a livello periferico. E ci siamo riusciti. Ora tutto spetta al Governo e soprattutto a Bruxelles che devono lavorare partendo dal presupposto che i balneari non rientrano nella normativa. L’incontro ha semplicemente smantellato l’impalcatura del concetto: le spiagge sono servizi. No, sono beni. Si tratta di una conquista, una prima battaglia, c’è ancora tanto lavoro da fare».

 

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