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“Palloncini killer del mare”, l’appello della biologa Airoldi: “Non lanciateli in aria”

Dello stesso parere anche Achille Pennellatore, che ci spiega attraverso quale fenomeno i palloncini raggiungerebbero il mare

Sanremo. “Quello che può sembrare un innocuo palloncino può uccidere un animale marino, tartaruga o cetaceo che sia”. A dirlo è la biologa marina, presso il Tethys Research Institute, Sabina Airoldi. Vi siete mai chiesti infatti dove finiscono i palloncini lanciati in aria durante questa o quella manifestazione? Abitando in località costiere con molta probabilità finirebbero per cadere in mare. Ma perché? “In atmosfera a quote elevate spirano forti correnti a getto chiamate “Jet Stream” che possono raggiungere velocità superiori a 300km/h – dichiara Achille Pennellatore, ex meteorologo di Portosole. I palloncini che noi lasciamo in atmosfera quindi raggiungerebbero quote elevate nell’ordine dei 6000/7000mt di quota per poi scoppiare e precipitare”.                                                                                     Nell’immagine, una dimostrazione di dove finirebbe in questi giorni un palloncino lanciato in atmosfera.

Cattura

E’ già capitato nella nostra zona, ad esempio, di dover lanciare in atmosfera centinaia e centinaia di palloncini probabilmente poi caduti in mare, un grave rischio per la salute di cetacei, tartarughe ed altri organismi marini. Sicuramente intenzioni non volute e non previste dagli organizzatori degli eventi.
A spiegarci la pericolosità della plastica in mare è ancora Sabina Airoldi: Le tartarughe cibandosi di meduse a volte le confondono con la plastica, quindi c’è un’alta probabilità che le tartarughe marine assimilino materiali plastici mettendo a repentaglio la propria salute. Capita di vedere esemplari di tartaruga che fanno fatica ad immergersi, poiché la plastica ingerita occlude l’intestino e impedisce all’animale di andare sott’acqua. La plastica può portare gli animali marini ad avere gravi problemi di salute se non addirittura alla morte”.

La plastica è di per sè inerte, ma contiene degli additivi, come gli ftalati, che sono tossici. Tali sostanze, in acqua di mare, attirano altri composti xenobiotici che aumentano la tossicità del singolo pezzo di plastica. Infatti la biologa aggiunge: E’ come se ad un boccone avvelenato si aggiungessero altre particelle ancora più tossiche, aumentando il rischio per la salute dell’esemplare che lo ha ingerito”. Negli ultimi anni negli organi interni di molti cetacei spiaggiati sulle coste del Mediterraneo sono state rinvenute enormi quantità di plastica. Poche settimane fa infatti sulle coste spagnole è stato rinvenuto un Capodoglio morto dove all’interno del suo stomaco sono stati trovati 29kg di plastica. La prossima volta che lanciamo un palloncino in aria, pensiamo alle conseguenze che possono avere nel nostro mare.

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