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Migranti respinti al confine, cooperazione Italia-Francia in crisi: le interviste ai francesi sull’operato della polizia d’oltralpe

I commenti dei cugini d'oltralpe dopo i fatti di Bardonecchia e della donna incinta sul treno trascinata a forza giù dalla Police a Mentone

Partendo dalla migrante in gravidanza soccorsa dalla guida alpina francese a 1900 metri di quota con il conseguente arresto del soccorritore per “favoreggiamento all’immigrazione”, un’altra donna incinta ha perso la vita durante il parto nell’ospedale di Torino dopo essere stata respinta alla frontiera. Successivamente i fatti di Bardonecchia, dove le autorità francesi hanno abusato del trattato di Chambéry effettuando (senza l’autorizzazione del governo italiano) controlli ai migranti e ai comuni cittadini italiani. Infine la donna incinta trascinata con la forza giù dal treno a Mentone dai poliziotti di frontiera, il cui video ha fatto il giro del web.

Questi tre avvenimenti causati dalla polizia e gendarmeria francese hanno compromesso la cooperazione transfrontaliera Italia-Francia e indignato il popolo italiano, facendo “Etichettare” i francesi come razzisti e populisti. In tempo di guerra i nostri alpini avevano il motto “Dei sacri confini guardia sicura”, frase che ora sembra essere stata presa alla lettera dal governo di Édouard Philippe, primo ministro di Francia. “Di qui non si passa” – dicono i poliziotti di frontiera.

Non siamo negli anni 40 in un continente diviso, siamo nell’Europa del 2018, continente amato da Emmanuel Macron che purtroppo sembra farsi i propri interessi mettendo a repentaglio i rapporti di vicinato con l’Italia.

I francesi non hanno mai avuto un ottimo rapporto di vicinanza con noi italiani: gelosia, egoismo e grandeur hanno sempre dato alla Francia una brutta reputazione. Questo atteggiamento infatti si chiama sciovinismo: la propria nazionalità è superiore rispetto a quella degli altri popoli. Ma cosa ne pensano i nostri cugini d’oltralpe in merito agli ultimi fatti avvenuti sulle nostre frontiere?

“Questo tipo di mentalità è nata dagli attentati che abbiamo subito – dice una ragazza di Annecy (Alta Savoia) – i francesi cominciano a rinchiudersi in loro stessi. È paradossale però questa chiusura allo straniero visto che la Francia è un paese a forte mescolanza etnica. Nel dopoguerra abbiamo voluto accogliere a braccia aperte gli immigrati per poter ricostruire il paese, ora invece che non ne abbiamo più bisogno chiudiamo le nostre frontiere. Questo mi fa veramente paura per la mentalità delle generazioni future”.

A seguito di questi fatti sono disgustata, ‘France de merde’, non ho altro da dire” – dice Marielisa, una ragazza corsa. Completamente opposta è l’idea di Damien, un ragazzo di Esa in Costa Azzurra: “I gendarmi fanno bene, è la repubblica o sbaglio? Onore ai nostri poliziotti che varcano le Alpi per difendere la nostra Francia da chi ci invade. Su Bardonecchia penso che gli italiani abbiano torto, la polizia francese sta contribuendo a mantenere l’ordine anche in Italia”.

“Tutto questo è uno scandalo - conclude infine Alexandre di Peille, una località sulle alture di Nizza - la polizia francese non ha il diritto di intervenire sul territorio italiano. Penso che quando qualcuno ha bisogno di aiuto perché in situazione pericolo bisogna intervenire e aiutare, non bisogna chiudergli la porta in faccia”.

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