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L’odissea del tunnel di Tenda: la ripresa dei lavori rischia di slittare al 2027

Nel peggiore dei casi bisognerà aspettare la gara d'appalto a livello europeo

Tenda. E se bisognasse aspettare il 2027 per rivedere i macchinari lavorare al tunnel del Tenda?

Qual è la situazione sul cantiere? I lavori, come si sa, sono fermi dal giugno del 2017: la Guardia di Finanza aveva sequestrato il cantiere a causa di una massiccia vendita illegale di materiale ferroso (200 tonnellate) da parte dei lavoratori al tunnel. Diciassette persone sono state messe sotto esame e 5 sono state arrestate. L’Anas ha minacciato la Fincosit: ricominciare i lavori entro il mese di maggio oppure levare tutto il materiale dal cantiere e abbandonare l’opera.

L’impresa lascerà il cantiere entro la fine di maggio?         E’ impossibile. Visto lo stato del cantiere con la presenza di numerosi macchinari e materiale da lavoro non basterà un mese per portare via tutto. “Ci sono dei macchinari difficili da smontare”: dichiara, al Nice-Matin, il sindaco di Limone Angelo Fruttero, sostenuto dal primo cittadino di Tenda Jean Claude Vassallo.

Qual è lo stato dello scavo del tunnel?             Sul lato italiano gli operai hanno già superato i 1000mt di profondità nella montagna. Per quanto riguarda il lato Francia, l’impresa Fincosit ha annunciato che sono stati scavati solo 480mt. Il futuro tunnel sarà lungo 3,2km, quindi per ora è stato scavato solo per metà.

La parte scavata è a norma?       La giustizia ha messo sotto inchiesta il cantiere per determinare la corretta costruzione del traforo già scavato, poiché potrebbe aver subito dei grossi danni strutturali a causa della vendita dei materiali che dovevano essere usati nella costruzione. A quando la ripresa dello scavo? Bisogna ancora trovare una ditta che si prenda carico del cantiere, la consegna del nuovo tunnel prevista per il 2018 è già stata ritardata al 2020 dopo lo scandalo. Nel caso che le imprese subappaltatrici si rifiutino di prendere in mano il cantiere bisognerà aspettare la gara d’appalto a livello europeo, che porterebbe dunque la ripresa dei lavori al 2027. Nonostante il grosso scandalo le autorità francesi non sembrano preoccupate (nonostante abbiano finanziato con 80 milioni) mentre, dal lato italiano, le stesse sono messe sotto pressione per poter accelerare i tempi della riconsegna dei lavori. Infatti in Italia 57 sindaci si sono uniti per per denunciare lo scandalo.

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