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Le sedie giganti di Benetta nuova attrazione turistica di Sanremo, l’Amministrazione pensa all’acquisto foto

Piace sempre di più l'installazione di arte contemporanea a tema musicale che dal Festival 2017 dimora di fronte al Forte di Santa Tecla

Sanremo. «La prima volta che si vede “La giostra del cuore” si rimane stupiti (anche la seconda). La definirei curiosa e particolare opera d’arte. La tentazione di farsi fotografare seduti su una di quelle sedie gigantesche è forte. Un tocco di originalità che non guasta»; «Altro che panchine… Girovagando per la città siamo finiti vicino alle vecchie carceri e abbiamo visto questa installazione particolarissima. Inutile dire che una (o più) foto su queste sedie giganti è d’obbligo»; «Stupore è stata l’emozione suscitata dall’inaspettata opera che appare passeggiando sul viale della cittadina». Sono alcuni dei commenti lasciati dagli utenti di TripAdvisor alle quattro gigantesche sedie in acciaio corten con leggii che dall’edizione 2017 del Festival di Sanremo dimorano di fronte al Forte di Santa Tecla.

Installazione di arte contemporanea a tema musicale realizzata dall’artista montebellunese Enrico Benetta, “Anime in quartetto” (questo il vero nome dell’opera) ha conquistato con la sua eccentrica poesia residenti e turisti, tanto da essere stata proclamata dal più grande portale di recensioni democratiche tra le regine delle “cose da fare” nella città dei fiori.

Non dovevano tuttavia arrivare gli internauti di TripAdvisor a consacrare quella che è oramai sotto gli occhi di tutti una delle principali attrattive sanremesi. Nell’epoca dei selfie, come non resistere all’avventura di arrampicarcisi sopra e immortalare il trionfo di essersi seduti in vetta con una fotografia? Perché salire su queste sedie alte più di tre metri è davvero un’impresa. A riuscirci sono soprattutto i ragazzini che non hanno perso occasione di trasformarle in un luogo di ritrovo pomeridiano con gli amici. Mirabili scalatori sono diventati anche i “foresti”, in particolare quelli che a Sanremo ci vengono da una vita, i quali, dallo scorso anno, passeggiando lungo Porto Vecchio sono stati visivamente spiazzati da questa installazione di quattro elementi che «nel suo apparente silenzio regala suoni di energie inaspettate», come ha scritto la storica e critica d’arte Daniela Del Moro,

Presenze silenziose che disegnano nello spazio e nel tempo del luogo una sinfonia quasi fiabesca di lettere e partiture musicali, le sedie di Benetta fanno oramai parte dei tesori della città della canzone italiana. E anche l’Amministrazione comunale se ne è resa conto, tanto che sta valutando la proposta di acquisto presentata dall’artista che in origine le aveva donate in via temporanea insieme ad altre opere del gruppo “Parole e note”: una clessidra bianca di due metri e mezzo situata nell’atrio del Teatro Ariston (“Rumore bianco”); un grandioso violoncello appartenente alla collezione privata di Fernando Sartor posizionato nel cuore di corso Matteotti (“Il violoncello”); cinque gocce in acciaio mirror appese sinuose nella sede del Club Tenco (“Sublimazioni – Gocce di lacrime”); e un’orchestra di archi e di chiavi musicali al Casinò (“Parentesi musicali” e “Chiave di violino”). Opere suggestive, immani che dislocate lungo un percorso che tra apparizione e visione attraversa la storia e il presente di Sanremo e il suo Festival la città non può rifiutare di custodire.

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