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La realtà sulle mutilazioni genitali femminili, Sanremo ospita il medico somalo Abdulcadir

Incontro promosso nell’ambito del Festival della Salute dal reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl1 e Fidapa Sanremo. Appuntamento il 20 aprile al Palafiori

Sanremo. «Il giorno che ha cambiato la mia vita? Non è stato il mio incontro casuale con un noto fotografo della moda mentre pulivo i pavimenti di un fast food a Londra. La mia vita è cambiata all’età di 3 anni, quando mia madre e un’anziana mammana recisero il mio clitoride con una lametta arrugginita e poi cucirono le mie piccole e grandi labbra assieme, lasciando un foro grande come la testa di un fiammifero». È questa la scena madre del film Fiore del deserto, un’emozionante storia vera di coraggio ed emancipazione che si incarna nel personaggio di Waris Dirie, modella nata nel deserto della Somalia da una famiglia di beduini da cui subisce l’infibulazione alla sola età di 3 anni. Uscito nelle sale italiane nel 2016, il film ha portato il grande pubblico ad avere coscienza, forse per la prima volta, dell’orrore delle mutilazioni genitali femminili (mgf): una delle forme di violenza più atroci perpetrata sul corpo di donne, ragazze e bambine in circa 30 paesi del mondo di cui venerdì 20 aprile il Palafiori di Sanremo ospiterà il massimo esperto in Italia: il somalo Omar Hussein Abdulcadir, ginecologo dell’ospedale “Carreggi” a Firenze nonché direttore del Centro di riferimento regionale contro le mgf e docente Sigo.

Promosso nell’ambito della terza edizione del Festival della Salute, grazie all’impegno del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl1 Imperiese, in particolare del primario Sergio Abate, in concerto con Fidapa Sanremo, quindi la presidente di sezione Monica Iacobelli, l’intervento di Abdulcadir, significativamente racchiuso sotto il titolo “Conoscere per non discriminare: la realtà sulle mutilazioni genitali femminili”, darà una dimensione del fenomeno delle mgf rivolgendosi ai professionisti, a cui sarà illustrato come è possibile riconoscere, prevenire e affrontare la pratica dell’infibulazione, ma anche ai cittadini, ai quali parlerà partendo dalla propria esperienza personale prima ancora che professionale.

«Il fenomeno delle mgf include pratiche tradizionali che vanno dall’incisione all’asportazione, parziale o totale, dei genitali femminili esterni con gravi conseguenze fisiche e psicologiche spiega a Riviera24.it il dottor Omar, come tutti lo chiamano a Firenze –. Il mio intervento al Festival della Salute analizzerà il tema sotto i suoi diversi aspetti. A livello globale, fino a due anni fa erano 140milioni le donne sottoposte già in età infantile a questa forma di violenza diffusa soprattutto nei paesi a tradizione escissoria, quali Somalia, Eritrea, Etiopia, Niger, Egitto e tanti altri. Attualmente si parla di 200milioni di interventi. Il numero nell’arco di un biennio è cresciuto ma parallelamente sono diminuite le forme di infibulazione più drastiche. Per quanto riguarda l’Italia, non disponiamo di dati che possano restituirci una reale dimensione del fenomeno. Questo in quanto – sottolinea – al momento degli sbarchi delle migranti non viene fatto alcun censimento. Noi sappiamo che il numero è grande, ce ne accorgiamo dalle richieste di aiuto che pervengono presso le diverse Case di accoglienza. Qui in Italia la pratica della mutilazione genitale femminile è vietata dalla legge n. 7 del 9 gennaio 2006 – “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile” –, un decreto ancora poco noto che con la mia relazione cercherò di inquadrare, allo stesso modo della proposta che feci circa 14 anni fa per debellare la pratica dell’infibulazione ma che venne rifiutata».

Particolarmente sensibile al tema delle mutilazioni genitali femminili, che da bambino aveva visto inflitta alle sue sette sorelle, infatti, nel 2004 Abdulcadir fece parlare molto di sé proponendo all’Ordine dei Medici un’alternativa definita “infibulazione dolce”: una puntura di spillo sul clitoride che evita la mutilazione e impedisce il rischio di infezione. La proposta scatenò polemiche tanto accese quanto immotivate, perché all’epoca nessuno comprese il suo punto di partenza, ovvero che per molte donne essere infibulate è normalità, una questione socioculturale, identitaria, a cui, per quanto dolorosa, non vogliono sottrarsi e anzi, sono quasi orgogliose di sottoporre ad essa le loro figlie. «L’ “infibulazione dolce”, prettamente simbolica, non fu capita ma in realtà, ripresa poi anche dagli americani, ci ha permesso di salvare tantissime bambine», evidenzia il ginecologo che prosegue: «Fin da piccolo ho cercato di debellare tale forma di violenza che ho visto perpetrare alle mie sorelle di fronte ai miei stessi occhi. Me la sono portata dietro per anni, poi, quando mi sono trasferito in Italia per studiare, ho cercato di combatterla, di portarla all’attenzione dell’opinione pubblica, soprattutto dei medici in quanto molto spesso non sanno come approcciarsi ad essa e come affrontarla. Ed è proprio su tali presupposti che è nato l’incontro del prossimo 20 aprile. Ho accetto subito, con enorme piacere, l’invito del direttore di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl 1, Sergio Abate, e della presidente di Fidapa Sanremo, Monica Iacobelli, che ringrazio sinceramente per l’occasione che mi hanno dato».

Omar Hussein Abdulcadir e Monica Iacobelli

(Il dottor Omar Hussein Abdulcadir con la presidente di Fidapa Sanremo Monica Iacobelli)

Al riguardo, il primario Abate commenta: «Le mutilazioni genitali rappresentano un’umiliazione della donna che non trova alcuna giustificazione né religiosa né tanto meno culturale e che comporta conseguenze gravissime per la psiche e la vita affettiva, sessuale, relazionale e riproduttiva della stessa. Come responsabile della Ginecologia della provincia accolgo con entusiasmo l’intervento del collega dottor Abudkir per la forza e la sensibilizzazione che potrà dare alle nostre donne e ai nostri giovani e contrastare un  fenomeno che affonda le radici quasi all’origine dell’uomo ma che la civiltà  che vantiamo di aver raggiunto sembra non riuscire a sconfiggere». Alle parole del dottor Abate fanno eco quelle della presidente della sezione sanremese della Federazione italiana donne professioni arti affari: «Fidapa Sanremo ha collaborato con dedizione alla realizzazione dell’intervento del dottor Abdulcadir. Il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili è vasto, complesso, delicato ma soprattutto poco conosciuto. Una realtà così distante dalle nostre vite ma così vicina data la multietnicità del nostro Paese, che come Federazione sempre attenta alle problematiche delle donne, le donne di oggi e quelle di domani, non potevamo esimerci dall’approfondire».

(Foto: Google Immagini)

 

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