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La prefettura di Nizza smentisce il sindaco Vassallo: i depositi di materiale non sono tossici

In caso di ritardo della parte italiana, la Francia procederà se necessario e se le autorità giudiziarie competenti lo autorizzeranno al ritiro dei detriti

Tenda. Dopo le dichiarazioni shock del sindaco Jean Claude Vassallo è intervenuta la prefettura delle Alpi Marittime, che ha smentito le dichiarazioni del primo cittadino.

Nella sua lettera del 5 aprile 2018, il sindaco di Tenda ha voluto richiamare l’attenzione prefetto del dipartimento delle Alpi Marittime denunciando potenziali gravi conseguenze ambientali a causa di depositi di “anidridi”. Questa lettera è stata inviata alla stampa e pubblicata prima di essere ricevuta nella prefettura. Dopo le verifiche da parte dell’ispettorato ambientale, si è scoperto che i depositi presenti, dallo scavo del tunnel di Tenda, non sono anidridi ma anidriti, cioè rocce naturali composte essenzialmente da solfato naturale e di calcio anidro, assimilabile al gesso. In effetti il sottosuolo del passo del Tenda è in gran parte composto da anidriti attraverso le quali l’acqua del colle passa per raggiungere il bacino del Roya a sud.

Dopo 4 anni di lavori, le analisi di controllo sanitario delle fonti esistenti hanno permesso di rilevare una stabilità chimica dell’acqua, che contraddice l’ipotesi di un’incidenza degli scarichi del cantiere sulla qualità dell’acqua potabile. In questa fase per quanto riguarda la qualità chimica dell’acqua, non vi è alcun rischio per l’uomo o l’ambiente legato alla conduttività o al contenuto di solfato dell’acqua.

Nuove analisi sono attualmente in corso nell’ambito del controllo sanitario. L’acqua potabile è stata monitorata per anni e continua a essere monitorata. In questa fase, quindi, non c’è pericolo per la popolazione, contrariamente a quanto affermato. Il subprefetto porterà a maggio alla conferenza intergovernativa il problema della rimozione dei rifiuti, che è di competenza dell’Italia e che, per la cronaca, non soddisfano alcuna proprietà di pericolo menzionata nell’appendice 3 della direttiva comunitaria del 19 novembre 2008 sui rifiuti. In caso di ritardo della parte italiana, la Francia procederà se necessario e se le autorità giudiziarie competenti lo autorizzeranno, al ritiro dei materiali in questione.

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