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Imperia, un super Claudio vuole rilanciare la città: “Situazione eccezionale, per risollevarci c’è bisogno di tutti” fotogallery

Al cinema Centrale la seconda puntata della campagna elettorale che vede il ritorno dell'ex ministro

Imperia. Quando gli altri presentano il candidato sindaco, lui è già al programma elettorale. Vincere è una questione di centimetri che da qui separano la corsa fino al traguardo del 10 giugno. Riparte dal discorso di Al Pacino in Ogni maledetta domenica la campagna di Con Claudio per Imperia, l’esperienza civica che l’ex ministro vuole mettere in campo per chiudere una carriera nella città che lo aveva visto decollare verso il governo del Paese.

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Cinema centrale sold out per la seconda convention dedicata ai temi e ai volontari. “Siamo in una situazione eccezionale in cui non si può più essere sindaci o fare gli assessori a tempo parziale, esordisce Scajola. “Il momento è tale che risollevare il Comune richiede uno sforzo sovrumano, e bisogna pregare per trovare qualcuno che voglia andare ad amministrare.


(La presentazione dei responsabili della campagna elettorale)

Ospedaletti - Loanesi, i goal

Siamo partiti il 16 marzo – continua – cercando di spiegare che in democrazia devono decidere i cittadini. Qualcuno si dovrebbe ristudiare il discorso di Pericle per capirlo”. Il primo affondo è per il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, questa mattina presente, insieme a tutti i coordinatori regionali dei partiti del modello che porta il suo nome, alla presentazione di Luca Lanteri, sintesi del centrodestra unito.

“Solo attraverso il lavoro di squadra, quando “nessun dorme” e tutti si impegnano che possiamo far crescere Imperia. Finito il tempo del chiedere al sindaco o al consigliere di trovare posti di lavoro o poltrone nelle aziende pubbliche, l’unica via d’uscita è usare il coraggio (alla Churchill) per prendere decisioni che con il tempo favoriscano tutti”.

Pulita, sicura, prospera, solidale, viva. Questi sono i temi fondamentali su sui si baserà l’azione del futuro sindaco, qualora Claudio Scajola dovesse essere eletto. Il “filo conduttore” che contraddistingue i valori e i principi su cui sta lavorando la squadra di volontari pronta a sostenere il ritorno di “u ministru”.

Simbolo di Forza Italia sì o no. “Questione che ha fuorviato tutti”, perché la sua esperienza questa volta, forse l’ultima, vuole essere civica, di comunità. “La spasmodica ossessione di vedere correre Forza Italia contro di me ha portato ad un contentino, la concessione di un surrogato” (la lista civica che sosterrà Lanteri con il nome di Forza Imperia e il simbolo del partito di Berlusconi). Ci scherza sopra Scajola, anche se qualcuno dei suoi vecchi colleghi dei piani alti non ha mantenuto le promesse. “I simboli sono finiti, ad essi corrispondevano programma e facce che non ci sono più. E’ il momento di ripartire dalla gente”.

Sulle anticipazioni del programma alcune cose colpiscono il pubblico, altre ricordano proposte dimenticate, come quella di avere sulla ciclabile anche un trenino di vetro che attraversi il lungomare dal capoluogo verso levante. Poi si torna sul concreto: la pulizia delle strade e del verde, i privati che devono avere cura delle vie come delle proprie case. Più telecamere per contrastare la diffusa criminalità. Assunzioni nel corpo dei vigili e tolleranza zero nei confronti dei questuanti.

Attenzione alle imprese, a partire dalla pesca e dall’artigianato. Sanare le cause civili sul porto che ne bloccano lo sviluppo.

E poi anche progetti oltre confini. Scajola sprona a portare a termine opere che non possono più attendere: il trasferimento a monte della ferrovia per concludere il progetto della ciclabile, un nuovo sistema di trasporto pubblico che guardi a quello che è successo con il centro di Nizza, il prolungamento dell’Aurelia-bis. Tutte cose che avrebbero bisogno di enti sovra-comunali e sopratutto dell’aiuto di chi li governa: ovvero dei suoi primi avversari politici.

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