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Imperia, prevenzione annegamenti, Oneglio: «Prioritario abbassare la percentuale di decessi»

Gran parte degli annegamenti si è verificata durante la stagione balneare

Imperia. Prevenzione degli annegamenti, si è svolto nella giornata di ieri un incontro a Roma presso la sede centrale della Federazione Balneari. Per la Fiba Confesercenti era presente il presidente regionale Gian Marco Oneglio.
Dati relativi al 2015: in Italia sono decedute per annegamento complessivamente 422 persone, 30 in Liguria, 4 in provincia di Imperia.

«I dati -spiega Oneglio – si sono mantenuti costanti, ciò vuol dire che è necessario continuare a intervenire e mettere in campo sinergie tra Capitanerie di porto, società di salvamento e stabilimenti balneari. A questo proposito Fiba Liguria ha richiesto un tavolo di confronto con il contrammiraglio Nicola Carlone, direttore marittimo della Liguria e tutte le associazioni di salvamento liguri al fine di monitorare gli eventi per poi programmare un sistema integrato per l’abbattimento degli eventi letali e continuare con il progetto di diffusione del D.A.E. iniziato l’anno scorso su spunto di FIBA e dell’Ammiraglio Pettorino ,ora Comandante Generale delle capitanerie di Porto ,molto sensibile a questa tematica».
«È assolutamente prioritaria – prosegue Gian Marco Oneglio – una maggiore azione di sensibilizzazione a partire dalla scuole in considerazione del fatto che molti incidenti avvengono a causa della sopravvalutazione delle proprie capacità natatorie, in particolare tra i giovani maschi. Occorre poi proseguire sulla strada delle iniziative già intraprese in quanto a formazione dei bagnini e upgrade delle misure di sicurezza adottate. Un particolare occhio di riguardo va rivolto ai tratti di costa balneabili libere che rappresentano il 40% dei 5000 km di costa balneabile italiana».
Dati provincia di Imperia 2015 morti per annegamento (4) con un tasso di mortalità del 18,2% per milione di abitanti .
Dati ISS (Istituto superiore di Sanità 2015): Lombardia (61 casi), in Emilia Romagna (58), in Toscana (42); in Sardegna (39); in Veneto (37); in Liguria (30); in Sicilia e in Puglia (26); nelle Marche (25); nel Lazio (23); in Campania (21). Le Regioni con il minor numero di decessi per annegamento sono risultate: il Molise (4); l’Umbria (5); il Friuli-Venezia Giulia (6); l’Abruzzo (8), il Trentino-Alto Adige (9).

Gran parte degli annegamenti si è verificata durante la stagione balneare, in particolare a luglio (113) e ad agosto (110), per seguire con giugno (60), settembre (45) e maggio (29). Complessivamente nella stagione balneare sono stati riportati 328 annegamenti, rispetto ai 422 di tutto l’anno (cioè il 77,7%).
Le cause principali degli annegamenti sono risultate l’imperizia (107), il malore (95), le cadute accidentali (57), la pesca subacquea (36), le cadute da imbarcazioni e la mancata sorveglianza (35).

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