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Imperia, cresciute dell’8,1% in provincia le immatricolazioni di veicoli pesanti

Nell'imperiese saldo positivo anche per le immatricolazioni di autubus con +100%

Imperia. Nel 2017 in Liguria le immatricolazioni di veicoli pesanti (e cioè con PTT – peso totale a terra – superiore a 16 tonnellate) per il trasporto merci sono state 399, con un aumento del 24,7% rispetto al 2016. Sempre lo scorso anno le immatricolazioni di nuovi autobus in Liguria sono state 115, con un calo del 9,4% rispetto all’anno precedente. Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci.

Dall’elaborazione è possibile anche stilare la graduatoria dei dati a livello provinciale. La provincia ligure in cui le immatricolazioni di veicoli pesanti per il trasporto merci sono cresciute di più è Genova (+45,2%), seguita da Imperia (+8,1%) e Savona (+1,8%). Solo la provincia di La Spezia ha fatto registrare un calo (-25%). Per ciò che riguarda le immatricolazioni di autobus vi sono due province che presentano un saldo positivo, Imperia con +100% e La Spezia con +26,1% e due province che presentano un saldo negativo ovvero Genova con -14,9% e Savona con -46,7%.

Nel 2017 in Italia le immatricolazioni di veicoli pesanti (e cioè con PTT – peso totale a terra – superiore a 16 tonnellate) per il trasporto merci sono state 23.802, con un aumento del 21,4% rispetto al 2016. Sempre lo scorso anno le immatricolazioni di nuovi autobus nel nostro Paese sono state 4.147, con una crescita del 30,7% rispetto all’anno precedente.

Dal 2015 – sottolinea Alessandro De Martino, amministratore delegato di Continental Italia – le immatricolazioni di veicoli pesanti per il trasporto merci e di autobus fanno segnare dati positivi. Questo è un segno importante che testimonia come le aziende di trasporto, dopo gli anni difficili della crisi, abbiano ricominciato ad investire per accelerare il ricambio del parco di mezzi a loro disposizione, ricambio divenuto ormai necessario a causa dell’alto numero di mezzi vecchi, inquinanti e poco sicuri che sono ancora in circolazione nel nostro Paese“.

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