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Il sindaco di Tenda lancia l’allarme: “A rischio inquinamento l’acqua di 200.000 persone”

Decine di tonnellate di gesso, anidrite e macerie della galleria, lasciati illegalmente in abbandono sulle sorgenti del fiume

Tenda. Il sindaco Jean-Pierre Vassallo, ha avvisato il prefetto delle Alpi Marittime sulle macerie illegalmente scaricate sul sito del cantiere del futuro tunnel di Tenda. Decine di tonnellate di gesso, anidrite e macerie della galleria, lasciati illegalmente in abbandono sulle sorgenti del fiume Roya dalla società italiana Fincosit, coinvolta nell’enorme scandalo.

Soggetti alle acque piovane, questi materiali hanno la particolarità di disintegrarsi come lo zucchero a contatto con l’acqua e potrebbero inquinare il Roya e rendere l’acqua inadatta al consumo. Oltre 200.000 persone bevono l’acqua del Roya: dal Principato di Monaco, Mentone, Ventimiglia e altre località costiere della provincia di Imperia. Jean-Alain Vernet, geologo nizzardo ha infatti dichiarato: “Dato che siamo su un bacino versante del fiume, i detriti potrebbero cambiare la composizione chimica dell’acqua, comportando conseguenze per l’intera catena alimentare con un impatto ecologico molto pericoloso”.

Da quattro anni, un’associazione della valle Roya lancia l’allarme sul pericolo di queste anidriti. Il sindaco di Tenda, Jean-Pierre Vassallo, e il sindaco di Limone, Angelo Fruttero, sono ora sull’orlo del baratro. “Questo è uno scandalo economico, ecologico e ambientale” ha protestato il sindaco di Tenda.

La prefettura riconosce l’illegalità di queste tonnellate di macerie, ma dice che non c’è pericolo. Degli esperti sarebbero stati inviati questo mercoledì e secondo le analisi effettuate questi composti non sarebbero pericolosi.