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Il Geppy’s Bistrot ospita la cena al buio del Lions Club Ventimiglia

È la stessa sensazione che si prova a guardare, sdraiati in campagna, il cielo in una notte senza luna. Solo che mancano le stelle

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Ventimiglia. Nutrirsi è la cosa più istintiva e naturale; un bambino di un anno è, generalmente, già in grado di alimentarsi in autonomia, purché tutti i suoi cinque sensi siano attivi. Ma un adulto, privato improvvisamente della vista, può competere con un piccolo di un anno?

È questa la sfida della cena al buio che il Lions Club Ventimiglia ha organizzato presso il ristorante Geppy’s Bistrot di Ventimiglia la scorsa settimana: immergere degli adulti nel buio assoluto (quasi accecante) per far loro consumare un pasto completo, servito da camerieri non vedenti e, quindi, “avvantaggiati” rispetto ai commensali.
All’inizio si tende ad osservare attentamente il buio, gli occhi insistono nel voler vedere qualcosa. Un senso di nausea si fa strada per l’infinità del buio che non ha profondità. È la stessa sensazione che si prova a guardare, sdraiati in campagna, il cielo in una notte senza luna; solo che mancano le stelle. Finché non ci si rilassa e si lascia che siano gli altri sensi a prendere il comando, come il tatto, l’udito o addirittura l’olfatto. Si cerca di udire le voci e riconoscerne il suono scoprendo così chi si ha intorno, perché entrando nella sala, al buio, non si sa chi viene messo accanto.

E poi, quasi a voler sdrammatizzare, sapendo che questa esperienza durerà un paio d’ore e poi si ritornerà ad essere fortunati possessori di tutti i sensi che si avevano all’ingresso, cominciano le conversazioni, le risate, gli aneddoti, quasi come se fosse una normale cena fra amici. Tutto ciò si interrompe bruscamente quando arrivano le portate: di fronte alla sicurezza con cui i “non vedenti” servono le pietanze, ci si imbarazza a capire dov’è il piatto, cosa contiene, come mangiare. Ed allora, complice il buio, tutti a regredire allo stadio infantile, facendo ampio uso delle mani per accompagnare il cibo alla bocca, cercando, anzi, sperando, di non trasformare la camicia in un quadro da esporre in un museo di arte moderna.

Ed alla fine ecco l’agognata luce. Quasi dolorosa, come può essere il calore improvviso per un assiderato; ma poi ci si abitua, si ritorna alla normalità, si constatano le macchie sulla tovaglia e sulla camicia, ci si compiace di essere stati abbastanza abili nel gestire questa esperienza di privazione sensoriale.
Ma, soprattutto, si fa conoscenza con quelli che sono stati i veri eroi della serata: Giancarlo, Presidente dell’ASD Liguria Calcio Non Vedenti, Sebastiano e Fabrizio, normalmente calciatori, ma per l’occasione camerieri di prestigio, gentili e precisi.

Senza dimenticare Erika Demaria, Presidente del Lions Club Ventimiglia, che ha fortemente voluto la serata, e Dario, titolare del Geppy’s Bistrot, che ha voluto vivere con i soci Lions l’esperienza di una serata al buio, oltre ad offrire un non indifferente contributo logistico ed economico.

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