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“Gruppo Pallanca” e “Gruppo Bassi”, la maggioranza di Bordighera è spaccata a metà: in quattro “abbandonano” il sindaco

Potrebbero essere tre le liste di centrodestra nella "Città delle Palme"

Bordighera. Potrebbero essere tre le liste di centrodestra nella “città delle palme”: dopo l’ufficializzazione della candidatura di Vittorio Ingenito, in lizza alle elezioni amministrative del 10 giugno con un gruppo civico orientato verso il centrodestra, sono attese in questi giorni le decisioni del sindaco uscente Giacomo Pallanca, che insieme agli assessori Margherita Mariella e Cristina Bulzomì e al consigliere di maggioranza Carmelo Taverna è pronto a entrare ufficialmente nella lista appoggiata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia e, dall’altra parte, quelle del vicesindaco Massimiliano Bassi: insieme a lui anche gli assessori Silvano Maccario e Fulvio Debenedetti, oltre al consigliere Roberto Capra, decisi a lasciare i partiti fuori dal loro gruppo. Mentre la strada del gruppo Pallanca sembra ormai decisa, per il gruppo legato a Bassi bisognerà attendere lunedì: gli amministratori hanno scelto di prendersi qualche giorno di pausa prima di decidere se ricandidarsi con una lista civica o lasciare la politica, almeno per i prossimi cinque anni.

Resta fuori dai giochi il consigliere comunale di maggioranza Gianna Capurso, che ha deciso di non ricandidarsi per motivi personali.

Nel frattempo l’associazione culturale Progetto Bordighera, composta da cinque persone tra cui Tommaso Osella, Alessandro Oddone, Patrizia Managò e Antonello Pallanca, deciderà in totale autonomia dalla maggioranza consiliare quale strada intraprendere ovvero se appoggiare il gruppo di Pallanca, lasciando a lui il simbolo che lo ha portato alla vittoria nel 2013 o se, invece, lasciare che sia il gruppo Bassi a utilizzare il nome di Progetto Bordighera.

Domani è in programma un incontro tra il vicepresidente della Regione Liguria Sonia Viale (Lega) e il sindaco Giacomo Pallanca: un incontro informale, al quale sono invitati a partecipare anche gli altri amministratori. Non è escluso, dunque, che al tavolo della Viale si siedano anche Debenedetti, Maccario, Capra o Bassi, ma “solo per cordialità”, sottolineano i quattro “dissidenti”, “visto che alla Lega non abbiamo mai chiuso le porte per l’impegno profuso per l’ospedale Saint Charles: di certo, però, non torneremo sui nostri passi”.

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