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Candidati Sindaco a Imperia, Giuseppe Fossati: “Il quadro avversari di Claudio Scajola si è praticamente definito”

"Bene ha fatto Capacci a farsi da parte e, per quel che vale, ha la mia stima personale"

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Imperia. Scrive Giuseppe Fossati di Area Libera

“Il quadro degli avversari di Claudio Scajola nei giorni scorsi si è praticamente definito.
Se Claudio Scajola passa da un bagno di folla all’altro e sta raccogliendo un consenso molto ampio per il suo progetto civico, il Sindaco Capacci ha rinunciato a ricandidarsi.
Per me non è una novità, sono almeno due anni che dico non sarebbe ripresentato.
Avevo ed ho troppa stima per la sua intelligenza per pensare che si sarebbe riproposto.
Ci tengo a dire che gli offro “l’onore delle armi”: sebbene la sua Amministrazione sia stata, secondo me, negativa per la Città, gli riconosco di aver tentato di risolvere i problemi e di non esserci riuscito non solo per colpa sua.
L’Imperia di oggi è certamente peggiore dell’Imperia del 2013 ed il Comune è certamente in condizioni peggiori, ma l’impegno e la volontà di Capacci non sono certamente mancati. Tuttavia, con quei compagni di viaggio, era oggettivamente difficile, se non impossibile, che finisse diversamente.
Le alleanze “contro” non son mai produttive.

Bene ha fatto Capacci a farsi da parte e, per quel che vale, ha la mia stima personale.
Il Vice Sindaco Abbo sarà candidato del PD e la cosa, invece, mi sorprende, perché ho stima anche dell’intelligenza di Abbo.
Reputo Abbo il primo responsabile del disastro che vive la nostra città, e del possibile dissesto del Comune, considerati i ruoli ricoperti di Assessore al Bilancio e, da qualche tempo, anche ai Lavori Pubblici.
Se la città è sporca, mal tenuta, se le casse sono paurosamente in rosso, se le società partecipate hanno una situazione economica molto grave, se la Corte dei Conti e la Ragioneria dello Stato sviluppano severe e gravi analisi su come è stato gestito il Comune negli ultimi cinque anni, se il bilancio che verrà proposto (se mai verrà proposto un bilancio, cosa che dubito) prevede tagli drammatici, la responsabilità è anzitutto di chi ha tenuto i cordoni della borsa per cinque anni: Abbo e, in una fase, il PD, suo alleato e sponsor.
Non avrei scommesso un centesimo sulla canditura di Abbo. Al suo posto non solo non mi sarei ricandidato, ma avrei cercato di farmi dimenticare, partendo per un lungo viaggio. Molto lungo.

Quanto al competitor scelto dai Palazzi genovesi e dalle segreterie genovesi dei partiti, non servono molto commenti, basta una battuta: è il frutto di quello che, ad Imperia, ormai tutti chiamano il “patto della betoniera”.
Non sarà un caso, del resto, se la prima uscita pubblica del candidato dei genovesi sia stato a favore di un importante intervento immobiliare, bloccato dalla Sovrintendenza per l’eccessivo impatto ambientale e promosso da Imperia Sviluppo (la stessa società che aveva ceduto quote del Porto a Caltagirone, facendolo diventare socio, tanto per capirci) .

Uscita che ha avuto il plauso di esponenti di Forza Italia, forse dimentichi delle parole di fuoco contro tale intervento del Capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, che, infatti, si astenne. Adesso, si vede, Forza Italia ha cambiato idea.
Potenza del “patto della betoniera”?”

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