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65° Rallye Sanremo, Maiga: “Siamo molto soddisfatti del format imposto per le gare del Campionato Italiano”

“La Federazione, per avvicinare le gare alla gente comune da quest’anno ha chiesto agli organizzatori di inserire ad inizio gara una prova spettacolo cittadina"

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Sanremo. “Siamo molto soddisfatti del format che la Federazione ha imposto per le gare del Campionato Italiano Rally 2018”. Sergio Maiga, presidente dell’Automobil Club Ponente Ligure, l’ente organizzatore del 65° Rallye Sanremo, sorride nel presentare la struttura della prossima edizione del rally, in programma dal 12 al 14 aprile prossimi. “La Federazione, per avvicinare le gare alla gente comune, non necessariamente appassionata di rally, da quest’anno ha chiesto agli organizzatori di inserire ad inizio gara una prova spettacolo cittadina. Abbiamo visto il grande successo che l’idea ha riscosso nella prima uscita a Forte dei Marmi e siamo convinti che il medesimo successo lo otterremo con la nostra prova spettacolo a Porto Sole venerdì 13 aprile”.

Il Rallye Sanremo vanta, comunque, una solida tradizione di prove spettacolo cittadine, avendo nella sua storia tre edizioni iniziate con le sfide disputate in un’area sterrata in prossimità del mare nella vicina Ospedaletti. “La prima edizione della Prova Spettacolo di Ospedaletti si disputò nel 1989, e fu la speciale di apertura del rally, seguita da altri 33 tratti cronometrati fra l’entroterra ligure e la Toscana che portarono la lunghezza del percorso a 2086 km, 544 dei quali di prove speciali. Altri tempi” – commenta oggi Maiga, forse con un pizzico di nostalgia – “Erano gli anni del mondiale ed il Sanremo aveva la peculiarità di presentare sia prove su asfalto sia sterrate. Quello fu anche l’anno delle famose Lancia Delta Martini rosse, unica volta nella storia dei rally che le vetture ufficiali della Casa torinese corsero con quella livrea; bella, ma forse poco telegenica” – ricorda ancora Sergio Maiga. In quell’edizione ad imporsi ad Ospedaletti furono Juha Kankunen (Toyota Celica GT4) e Didier Auriol (Lancia Delta 16V) con il medesimo tempo; alla fine della gara prevalse Miki Biasion (Lancia Delta 16V) per 5” davanti alla vettura gemella di un giovanissimo Alex Fiorio (24 anni) e con 25” su Carlos Sainz (Toyota Celica GT-4). Quello fu il terzo e ultimo trionfo nel Rallye Sanremo di Miki Biasion.

Il successo della speciale di Ospedaletti 1989, con tanto di ripresa in diretta televisiva, convinse Adolfo Rava e il suo staff a replicare la spettacolo l’anno successivo, su un percorso leggermente modificato e ridotto dai 1380 metri del 1989 ai 1260 del 1990. Alla fine della prova furono ben cinque i concorrenti a fermare i cronometri allo stesso secondo (allora non era ancora in uso rilevare il tempo al decimo di secondo) con Carlos Sainz (Toyota GT-4), Markku Alen (Subaru Legacy RS), Juha Kankkunen (Lancia Delta 16V), Malcom Wilson (Ford Sierra Cosworth 4×4), Armin Schwarz (Toyota GT-4) e Gianfranco Cunico (Ford Sierra Cosworth 4×4) appaiati ai vertici della classifica. Alla fine dei 2236 km di gara, frazionati in 35 prove speciali pari 615 km cronometrati, vinse Didier Auriol (Lancia Delta 16V) al primo successo iridato in Italia, per 45” davanti a Juha Kankkunen (Lancia Delta 16V) con Carlos Sainz terzo a 1’45” (Toyota GT-4). Ancora Ospedaletti nel 1991, con lo stesso format dell’anno precedente ed a vincere, questa volta in solitaria, è Didier Auriol, che fa sua anche la gara (con ben 16 successi di speciale) in una tripletta Lancia Delta 16V davanti a Miki Biasion e Dario Cerrato, staccati rispettivamente di 2’50” e 6’41”. Quel Sanremo è l’unico successo stagionale per il pilota francese che conclude il mondiale al terzo posto con la Delta del Jolly Club.

Con l’edizione 1991 finì anche l’epopea delle prove spettacolo ad Ospedaletti, ma la tradizione dei motori da corsa nella città di Sanremo affonda le radici nella notte dei tempi. Non solo con il rally, la cui prima edizione si svolse nel 1928, vittoria del rumeno Ernest Urdareanu (Fiat 520) che bissò il successo l’anno successivo con una Fiat 521, ma anche con un vero e proprio Gran Premio Automobilistico per le vetture monoposto della categoria Voiturettes nel 1937 che vide il successo di Achille Varzi su Maserati. Nel dopoguerra vi furono altre cinque edizioni del Gran Premio Automobilistico di Sanremo (1947-1951), che però si disputarono sul circuito di Ospedaletti. Quei Gran Premi videro la presenza dei più titolati piloti del mondo della Formula 1, anche se la gara non aveva alcuna validità per il mondiale, al punto che nel suo albo d’oro figurano i nomi dei campioni del mondo Juan Manuel Fangio (1949 e 1950) ed Alberto Ascari (1948 e 1951) oltre al francese Yves Giraud-Cabantus primo con la Delahaye 135 nel 1947.

“Al di là dei ricorsi storici – sottolinea ancora Sergio Maiga - è importante portare la gara nei punti turisticamente più importanti di Sanremo, presentare un’immagine di città ospitale, accogliente, ricca di iniziative. Per questo motivo la partenza della gara (alle ore 15,36 di venerdì 13 aprile) verrà data davanti al Casinò, il simbolo più conosciuto della Città dei Fiori, per poi disputare la prova spettacolo a Porto Sole (ore 15,45) uno dei gioielli della nostra città, che ospita 804 posti barca ed è in grado di accogliere yacht lunghi fino a 90 metri oltre ad essere la sede del centro Tethys per lo studio dei cetacei mediterranei”.

“Porto Sole è nel cuore della città, vicinissimo alla sede strategica del rally a Forte Santa Tecla e al Casinò. Offre personale qualificatissimo di assistenza tecnica a chi approda, oltre a due bar e un ristorante-pizzeria con terrazza panoramica, agenzie nautiche e scuole di vela. Il Casinò di Sanremo – conclude Sergio Maiga - è conosciuto in tutto il mondo; venne inaugurato il 14 gennaio 1905 e la sua struttura in stile liberty è sicuramente il monumento che rimane maggiormente impresso nella memoria dei turisti che visitano la Città dei Fiori”.

All’interno delle elegantissime sale del Casinò si trovano ben 470 slot machine, oltre alle numerose sale riservate ai giochi tradizionali, due eleganti bar, il raffinato ristorante “Biribissi” che deve il suo nome ad un gioco seicentesco riconducibile alla moderna lotteria e il “Roof Garden”, ristorante sotto le stelle che ogni sera propone spettacoli e pianobar. Senza dimenticare il teatro da 400 posti (255 in platea, 99 in galleria, gli altri suddivisi nei nove palchi), uno dei teatri più eleganti e blasonati della Riviera che negli anni Trenta ebbe come direttore artistico Luigi Pirandello e dove nacque nel 1951 il “Festival della Canzone Italiana di Sanremo”.

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