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Legambiente Liguria: “La nostra regione è terza in Italia per casi di mesotelioma registrati dall’Inail foto

In Italia l'amianto è ancora molto diffuso e continua a minacciare salute e ambiente, nonostante 26 anni fa sia stato messo al bando con la legge 257/92

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La Regione Liguria non risponde al questionario inviato nel 2018 da Legambiente, per valutare lo stato dell’arte sulla questione amianto nell’ambito della campagna nazionale di sensibilizzazione dell’associazione ambientalista per la “Giornata mondiale delle vittime dell’amianto”.
Non essendo stato possibile rintracciare quale struttura della Regione si occupi attualmente della tematica amianto, risulta complicato comprendere dove risiedano le competenze e le responsabilità rispetto all’aggiornamento degli strumenti previsti dalla normativa relativi l’amianto presso l’Ente regionale.
“Il quadro sanitario che emerge per la nostra regione – commenta Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria – dal quinto rapporto redatto dall’Inail attraverso il Registro Nazionale dei mesoteliomi nel 2015 è preoccupante. La Liguria è la terza regione a livello nazionale con 2.314 casi rilevati dopo Lombardia (4.215) e Piemonte (3.560)”

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Nella finestra di osservazione del V rapporto (1993 – 2012), e considerando solo i soggetti colpiti dalla malattia per motivo professionale, i settori di attività maggiormente coinvolti risultano essere l’edilizia (15,2% della casistica), l’industria pesante – in particolar modo il settore della metalmeccanica – (8,3%), la metallurgia (3,9%) e le attività di fabbricazione di prodotti in metallo (5,7%), i cantieri navali (6,7%), l’industria del cemento-amianto (3,1%).
In Liguria risulta approvato, dal 1996, il Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto di cui all’articolo 10 della legge 27 marzo 1992, n. 257, e rispetto all’ultimo censimento effettuato da Legambiente nel 2015, cui la Regione rispose, risulta compiuta la mappatura completa della presenza di amianto sul territorio nazionale che indica il numero, l’ubicazione e il livello di rischio delle strutture contenenti amianto.

Questo dato riporta 455 siti con classe di priorità (cioè il fattore caratterizzante la sorgente di amianto in base alla presenza di confinamento, accessibilità, uso pubblico e friabilità del materiale) compresa tra la I, la più pericolosa, e la V.
Per la Liguria non è disponibile un dato sull’avanzamento degli interventi di bonifica dell’amianto.

“Ci auguriamo – conclude Legambiente – che la Regione renda disponibili i dati, aggregando quelli esistenti e coordinando gli uffici preposti a farlo, in particolare le ASL, avviando una campagna di sensibilizzazione su questo tema, informando i cittadini. Va inoltre incoraggiato sia a livello regionale che nazionale il ripristino degli incentivi per sostituirlo sui tetti con il fotovoltaico”.

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