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Ventimiglia, la scuola diventa digitale al Fermi Polo Montale

Sono partite da pochi giorni le attività nell’ambito dell’azione #28 del piano nazionale per la scuola digitale

Ventimiglia. Sono partite da pochi giorni le attività nell’ambito dell’azione #28 del piano nazionale per la scuola digitale al Fermi Polo Montale, come concepite dalla prof. Marina Alberto, animatore digitale, di intesa con la dirigente scolastica, prof. Antonella Costanza ed il direttore dei servizi amministrativi, Cristiana Solazzo.

La scuola dispone, infatti, ogni anno, di un budget di 1000 euro, per sviluppare progettualità, nella formazione interna e nel coinvolgimento della comunità scolastica, al fine di diffondere le innovative “buone pratiche” della didattica digitale.

La prof. Alberto ha proposto due corsi di formazione: il primo rivolto ai docenti e un secondo agli studenti, grazie alla collaborazione con la prof. Granili, docente di informatica, che, oltre a curarne la programmazione, ne è la competente relatrice

Il corso per i docenti riguarda l’innovazione didattica, i nuovi ambienti di apprendimento e la digitalizzazione, intendendo stimolare e incrementare la sperimentazione didattica; quello per i ragazzi, dal titolo “Fondamenti di programmazione, lo sviluppo del pensiero computazionale”, si propone di favorire un primo approccio alla programmazione, ai relativi linguaggi e agli ambienti di sviluppo.

Entrambe le proposte hanno suscitato l’interesse e stimolato la partecipazione dei destinatari. In effetti la comunicazione informatica è diffusa capillarmente e pervade il nostro quotidiano per cui è illusorio ritenere che non abbia ricadute anche nel modo in cui si forma la cultura e la mediazione didattica.

E’ dunque interesse dei docenti sintonizzarsi con il nuovo modo di apprendere degli alunni e imparare ad utilizzare le opportunità che questa forma di comunicazione offre senza subire passivamente l’innovazione tecnologica. Ai giovani allievi viene offerta l’occasione di conoscere nuovi ambienti di apprendimento che li portino a considerare l’informatica un’utile strumento di formazione e non solo il luogo dell’uso passivo e smodato di social network.

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