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Ventimiglia, la rivolta delle Gianchette: “Il prefetto non vuole sgomberare le sponde del Roja? Allora ci rivolgeremo al Ministero degli Interni” foto

L'intenzione dei residenti è quella di denunciare i reati ambientali commessi sulle sponde del Roja

Ventimiglia. Lanciare un appello attraverso i giornali per cercare avvocati disposti a rappresentare gratuitamente i cittadini e fare causa per i reati ambientali commessi nel fiume Roja e scavalcare il prefetto inviando una relazione direttamente al ministero degli Interni. Sono queste le decisioni prese questa sera, in via Tenda, durante un incontro tra i residenti delle Gianchette ai quali Mario Amarella (presidente del comitato di quartiere) e l’ex poliziotto Alberto Maggi hanno riferito quanto è stato deciso durante il vertice a palazzo di lunedì pomeriggio, quando una delegazione di cittadini ha incontrato il prefetto di Imperia Silvana Tizzano, il questore Cesare Capocasa, il sindaco Enrico Ioculano e i comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza.

incontro Gianchette

Un incontro a momenti teso, per la presenza di alcuni migranti e di attivisti, ma che alla fine si è concluso con la decisione univoca di proseguire la “battaglia” per sfrattare i migranti dall’accampamento abusivo che hanno allestito sulle sponde del Roja, dove attualmente vivono circa 150 persone che rifiutano di recarsi al Campo Roja.

Mario Amarella, presidente del comitato di quartiere Gianchette

“Abbiamo chiesto al prefetto se la situazione si sarebbe risolta oppure no, se i migranti sarebbero stati mandati via oppure no“, ha spiegato Maggi, “Lei ha risposto senza dire nulla, ma girandoci intorno, finché io non le ho suggerito di fare come il prefetto di Calais, che aveva affisso dei cartelli avvisando che l’area occupata sarebbe stata sgomberata, e che lo sgombero sarebbe dovuto avvenire alla luce del sole, con le telecamere, in modo che i poliziotti che sarebbero dovuti intervenire non sarebbero stati accusati di violenze. Il prefetto ha risposto che non si può fare”.

Alberto Maggi

“Le ho detto che è lei l’unica responsabile della situazione”, ha aggiunto Maggi, “Visto che ha istituzionalizzato un’area del demanio dove vengono commessi reati ambientali: la zona è stata inquinata dando fuoco alle gomme, abbattendo alberi e canne e lasciando spazzatura che il fiume in piena si è portato verso il mare. Sono reati ambientali perseguibili d’ufficio e lei è l’unica responsabile”.

Sempre Maggi ha spezzato una lancia a favore del sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, dicendo che si è battuto per firmare ordinanze di sgombero poi cassate dal prefetto. Ora i cittadini sono pronti a scavalcare il prefetto Tizzano rivolgendosi direttamente al Ministero degli Interni: per farlo attenderanno l’insediamento alla Camera dei deputati del neo eletto Flavio Di Muro (Lega).

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