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SanremoYoung, è Elena Manuele il futuro della musica italiana fotogallery

La 15enne siciliana ha vinto la prima edizione del talent Rai dedicato ai "millenials"

Sanremo. Elena Manuele trionfa a SanremoYoung. È lei la vincitrice della prima edizione del talent show per cantanti 4.0 condotto dal Teatro Ariston da Antonella Clerici e trasmesso in diretta su Rai Uno. La 15enne originaria di San Gregorio di Catania ha battuto il favorito Raffaele Renda, dopo l’eliminazione di Luna Farina e Leonardo De Andreis.

«Ringrazio tutti quanti, soprattutto chi ha condiviso con me questa splendida avventura», ha detto incredula il piccolo prodigio, mentre, affiancato da un emozionatissimo sindaco Alberto Biancheri, il super ospite Pippo Baudo le consegnava il Leone rampante, simbolo della città nonché premio ufficiale del Festival.

Tra le voci più brillanti di tutta la kermesse dedicata ai “millenials”, quello di Elena, che si è fatta notare per un timbro potente e la straordinaria capacità di far scivolare le mani sul pianoforte, è stato un primo posto tanto meritato quanto sofferto. Nel corso della serata alcune difficoltà tecniche non le hanno permesso di convincere pienamente l’Academy, soprattutto il severo e pignolo Marco Masini. A salvare la studentessa del Linguistico, tuttavia, un angelo custode d’eccezione, Gino Paoli, il quale, dopo i duetti in Il cielo in una stanza e Una lunga storia d’amore l’ha difesa dalle feroci critiche, sottolineando: «Il discorso è questo, avete davanti un’interprete non una cantante, ormai in Italia non ne abbiamo. Per una volta che ve la trovate di fronte dovreste darle solo 9 o 10».

Insieme allo chansonnier di Genova, a salire sul palco dell’Ariston per il gran finale del teen talent, un ampio ventaglio di ospiti: Giusy Ferreri, Michele Bravi, The Kolors, Ted Neeley, i mitici Europe e soprattutto il già citato Pippo Baudo che si è presentato al pubblico omaggiando la Clerici con uno splendido bouquet: «Ho raccolto questi fiori insieme a San Romolo, si è anche raccomandato di benedirti e baciarti», ha esordito il monumento della tv italiana, canzonando l’ “Antonellina nazionale” ma anche il santo protettore della città di Sanremo. Ma lui, lui che a Sanremo è di casa – ha condotto ben tredici edizioni del Festival, due in più di Mike Bongiorno –, se lo può permettere.

E del resto, questo è (o meglio è stato) SanremoYoung: un programma «sperimentale» che nel corso delle varie puntate ha registrato un inaudito successo, restando sempre, nonostante il progressivo calo di share, leader di ascolti del venerdì (e in un caso del mercoledì) sera. Un format d’intrattenimento con tutte le carte in regola che, senza dubbio, ha goduto dell’onda lunga e vincente del Festival targato Claudio Baglioni, ma del suo lo ha anche messo. Azzeccatissimo, il parterre de rois di ospiti e giurati che di puntata in puntata hanno sfilato sul palco, ma anche il tentativo di ammodernare quel genere canonizzato di giovani che cantano canzoni di adulti, tra i più apprezzati dal pubblico “a casa”, con Instagram stories, dirette Facebook e l’agguerrita ricerca non tanto di opportunità discografiche ma di followers. Una vera rilevazione, dunque, di cui ha goduto la stessa città di Sanremo, dopo il Festival della canzone, per cinque settimane ancora sotto i riflettori nazionali.

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