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Sanremo, possibile ingresso di Fera in maggioranza, Mario Robaldo (PD): “Andare avanti per il bene della città”

Avvicinamento del centrodestra a Biancheri, la posizione del capogruppo PD in consiglio: "Cuberà molto il 4 marzo"

Sanremo. “Ancora non abbiamo ricevuto nulla di ufficiale, dopo il 4 marzo faremo le opportune valutazioni con il partito”, sono queste le prime parole del capogruppo del Partito Democratico Mario Robaldo, ex segretario cittadino che ha traghettato il PD nella coalizione vincente del sindaco Alberto Biancheri.

La notizia del possibile ingresso in maggioranza di Antonio Fera – consigliere indipendente (ha lasciato un paio di anni fa il gruppo di Forza Italia) – sta scuotendo nuovamente gli animi del progetto civico che si regge anche sul partito di Matteo Renzi.

Fera infatti è stato ex assessore all’ambiente sotto la guida di Maurizio Zoccarato e tra i più critici di questo mandato sulla vicenda dell’ultimo rimpasto, quello che ha fatto fuori il vice-sindaco Leandro Faraldi e Daniela Cassini, fino a quando era arrivato a sparare a zero, mettendo nero su bianco in una lettera aperta le sue perplessità per quell’operazione politica.

“Lo dica chiaro - scriveva Fera rivolgendosi al sindaco - ha fatto fuori gli assessori Cassini e Faraldi perché caratterialmente sono personaggi forti e poco inclini agli inciuci politici, cercando di ricomprarseli, successivamente, con incarichi di secondo ordine nei consigli di partecipate che con molta coerenza i due hanno rifiutato. Mi viene da farle una domanda: se non li ha ritenuti all’altezza di fare gli assessori come può ritenerli all’altezza di dirigere un’azienda? Capito: tanto se lì sbagliano pagano i cittadini.”

Ma i colpi più pesanti di quell’intervento erano stati per il Partito Democratico e l’alleanza con il progetto civico del primo cittadino in carica: “Un sindaco che si ritiene forte non si continua a far tenere in gioco dal PD e nemmeno nomina un assessore esterno, amico a discapito di una squadra votata dai cittadini. Viva la democrazia!”

Queste stesse parole attraverseranno nelle ultime ore anche la mente del consigliere Mario Robaldo, al quale abbiamo chiesto un commento su quel che sta succedendo a Palazzo Bellevue.

Cosa ne pensa di questo avvicinamento?

“Ci troviamo nelle condizioni che consiglieri eletti con un progetto cambiano idea e passano nel gruppo indipendente (si riferisce ad Antonella Basso e a Fabio Ormea ndr.), quindi non mi stupisco più di nulla. E’ un dato di fatto che stiamo vivendo delle difficoltà a mantenere il numero legale nei consigli. Ieri sera, per esempio, Marenco e Nurra, causa problemi personali, erano assenti, e altre volte è stato grazie alla minoranza che non siamo stati costretti a rinviare delle pratiche.

Il sindaco Borea aveva collezionato 40 consigli saltati per mancanza del numero legale. Sono pratiche importanti per la città che slittano, questo dobbiamo evitarlo nell’interesse del Comune.”

E’ vero però che Fera è stato uno dei bersagli della vostra opposizione dell’era Zoccarato?

“Da parte di Fera mi sembra ci sia un discorso di comprensione delle capacità che sta dimostrando Biancheri. Le cose sono cambiate da quando assistevo fuori dal consiglio a giochini di parte. Se si comporterà in maniera corretta non vedo perché continuare a fare guerre.”

Non teme che la prossima amministrazione potrebbe reggersi anche senza la presenza del Partito Democratico?

“Credo che Biancheri tenterà di fare nuovamente un discorso civico e di non avere un marchio. Quando sono diventato segretario ci avevano chiesto, per due mesi, di togliere il simbolo. Avevamo negato e manteniamo questa posizione. Diciamo che cuberà molto il 4 marzo.

Secondo me, e parlo a titolo personale, i rapporti di fiducia umani prevarranno rispetto alle logiche partitiche. Tenere su delle bandiere porta ad muro contro muro, ammainarle invece aiuta il dialogo.

Il mio pensiero, di questi tempi senza risorse, è che non sia più utile lo scontro fine a se stesso, meglio trovare il modo di andare avanti per il bene della città”.

Diceva Fera nella sua lettera: “Forse capisco: in giunta anche se facevano bene il loro dovere  le creavano problemi e per questo ha pensato bene ad eliminarli per curare i propri interessi politici (parla del rimpasto ndr). La giustificazione che ha dato a tutto ciò è stata ‘Continuità di Progetto’. Cosa intende dire?

Vedremo, ma per adesso pare che quel progetto potrebbe andare avanti anche grazie a lui.

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