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Sanremo, in consiglio il regolamento sulla differenziata: rimane la sanzione per chi si appropria dei rifiuti nei cassonetti foto

Sul caso cantieri nautici è botta e risposta tra Baggioli e Menozzi. L'assessore annuncia querela per le parole scritte su facebook dal consigliere

Consiglio comunale. Palazzo Bellevue torna teatro di forti polemiche e contrapposizioni tra minoranza e maggioranza, a volte anche tra la minoranza stessa, nei cui banchi siedono esponenti che vanno dalla sinistra alla destra passando per il Movimento 5 Stelle.

La pratica più attesa era l’approvazione del regolamento per la gestione dei rifiuti. “Con questo provvedimento si va a modificare il precedente atto del 1998, passaggio dovuto ai cambiamenti che hanno interessato il sistema di raccolta passato da stradale a porta a porta”, ha spiegato l’assessore Nocita.

Le novità principali riguardano le frazioni che si possono differenziare e i colori associati ad ogni tipologia di rifiuto, le norme per il conferimento e la gestione degli ecopunti. E’ stata introdotta la possibilità di recuperare a domicilio gli ingombranti (massimo due ritiri per cinque oggetti all’anno), stessa previsione per gli sfalci del verde, previsto però come servizio a pagamento. Le 1000 utenze che non hanno ancora ritirato il kit ora rischiano una sanzione.

Ed è questo il centro delle modifiche proposte dalla capogruppo pentastellata Paola Arrigoni. Secondo la consigliera il regolamento portato in approvazione è pieno di incongruenze, articoli che rimandano ad altri ma che poi si contraddicono tra loro. E’ la previsione di una multa che può arrivare fino a 300 euro per chi rovista nella spazzatura e si appropria dei rifiuti, siano essi oggetti o cibo scartato, sulla quale si concentra l’attenzione del consiglio. “Se le persone colpite dalla crisi e da una società che non da loro un sostegno sufficiente fossero in possesso di quelle cifre andrebbero a fare la spesa senza umiliarsi a quella maniera”.

Leggendo i dati. Per i 5 stelle il servizio del porta a porta costa globalmente di più, circa l’1%. La riduzione della Tari avviene attraverso l’attività del recupero dell’evasione, dalle royalty della discarica e dal corposo pacchetto di sanzioni. Solo per il 2018 l’amministrazione prevede di incassare la cifra “enorme” di 212mila euro da quest’ultima fonte. “Come si riduce la Tari? – domanda l’Arrigoni – di fatto sanzionando i cittadini”.

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La difesa dell’assessore all’ambiente è molto semplice. Amaie Energia dalla differenziata ottiene un ricavo (contrariamente a quanto accedeva con Aimeri), il ricavo serve anche per abbassare le tariffe. Se soggetti diversi dai mendicanti – problematica sulla quale Nocita auspica un intervento diverso sul fronte sociale – si portano via del materiale differenziato, questo equivale ad un danno per le casse pubbliche.

Il consigliere di Forza Italia Simone Baggioli, dal banco vicino al Movimento, si scaglia contro l’emendamento del gruppo pentastellato e la presa di posizione del PD che, per voce del segretario cittadino Marco Torre, aveva dichiarato il sostegno del partito alla proposta di modifica. Mario Robaldo (capogruppo Dem) prova a raggiungere un compromesso presentando un odg che impegna la giunta ad avviare un monitoraggio sulle situazioni di disagio. Il parere negativo degli uffici blocca l’eliminazione delle sanzioni tanto osteggiate.

Per Robert Von Hackwitz di Sanremo Attiva, nel regolamento manca una definizione fondamentale di che cosa sia il rifiuto. Indicazioni molto tecniche si affiancano a parti poco comprensibili. Un mix che rende l’insieme disomogeneo e di difficile comprensione per i cittadini.

La pratica infine viene approvata. La modifica sulle parte sanzioni è rimasta esclusa da quelle apportate in aula, altre tre proposte sempre dai 5 Stelle.

Gli altri punti all’ordine del giorno

Il consiglio si è aperto con le comunicazioni sulle nomine del sindaco. Confermato Gian Marco Risso, ex presidente di Rivieracqua, nel Cda di Area24. Rinnovate anche le cariche del collegio sindacale di Amaie.

Elisa Balestra (Forza Italia) ha presentato un ordine del giorno per la creazione di un albo di imprese del territorio che, secondo la consigliera, meriterebbero di essere privilegiate nella scelta degli affidamenti fatti da Palazzo Bellevue. Obiettivo: sostenere le piccole e medie imprese locali. Unanimità.

Simone Baggioli (FI) torna sulla polemica legata al numero e alla consistenza degli incarichi esterni con un’interrogazione urgente. Da parte sua forti critiche al segretario comunale La Mendola che gli avrebbe fornito risposte “non chiare”.

Nel 2017 877mila euro di incarichi per lui sono troppi. “Come fa a funzionare bene un settore se ogni 2,5 giorni affida un incarico esterno? State agendo – rivolgendosi al sindaco – un po’ a fotocopia rispetto a quello che sta succedendo al Casinò”.

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Replica il sindaco Biancheri: “Abbiamo investito nella progettazione per avere a disposizione i progetti nel momento in cui dovessero aprirsi delle finestre di finanziamento da parte dello Stato o dalla comunità europea,

Il nostro piano triennale è fatto di 100 opere pubbliche per investimenti sopra i 26 milioni. Gli 800mila di incarichi tecnici si possono quindi ritenere congrui. Le tempistiche strette dei bandi renderebbero impossibile rispettare le scadenze se la progettazione fosse fatta di volta in volta dagli uffici. Il rischio è perdere i finanziamenti, senza contare che alcuni incarichi richiedono professionalità non sempre a disposizione. Questa strategia ha fatto sì che il Comune abbia ricevuto 6 milioni di fondi statali e 2 rango europeo”.

Porto vecchio. Riprende la parola Baggioli ed è un fiume in piena: “Assurdo essere stato minacciato e insultato dai parenti dell’assessore Menozzi per aver presentato un’interrogazione urgente sull’argomento”. Scritte su Facebook che il consigliere ha disconosciuto (le avrebbe digitate qualcun altro). “E’ vero che il Comune ha perso il ricorso e che quindi deve riconsegnare le aree e l’attività può riprendere regolarmente?”

Biancheri: “Visto che i Tar ci hanno sempre dato ragione andremo fino in fondo nei giudizi per far valere l’interesse pubblico. L’attenzione nei confronti dell’impresa e dei suoi lavoratori ci ha portato ad accettare una proposta transattiva che prevede la dilazione dei tempi di intervento sull’area”.

Fatto personale, interviene l’assessore Menozzi e annuncia: “Voglio solamente dire che per rispetto di quest’aula non entro nelle dichiarazioni dei consigliere Baggioli. Sto valutando un’eventuale querela a mia tutela”.

L’ultima interrogazione è della consigliera Arrigoni e riguarda il mancato collaudo della scala di sicurezza della scuola Rubino. La risposta dell’assessore Trucco è lapidaria: “La scala antincendio non si può collaudare e non siamo in grado di prevedere tempi certi”. Alla Rubino quindi rimarrà una sola via d’emergenza, inutilizzabile.

Il consiglio è aggiornato a giovedì 29. All’ordine del giorno ci sarà anche la cosiddetta “defascistizzazione” degli spazi pubblici.

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