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Sanremo, il mercato annonario si trasformerà in polo multifunzionale del cibo: scopriamo il progetto foto

L'idea dell'amministrazione Biancheri è far diventare ricerca e filiera corta assi centrali dello sviluppo cittadino. Il commento del sindaco

Sanremo. Per capire cosa intende fare l’amministrazione comunale del mercato annonario bisogna fare un salto fino a Parigi, al Centre Pompidou, un centro culturale nel cuore della città che non sia solo vetrina ma anche laboratorio di idee che ha avuto effetto dirompente sul tessuto sociale, tanto da fare diventare l’arte, in quel caso, pilastro portante dell’economia della capitale francese.

Non saranno i quadri a proiettare la città dei fiori nel futuro, ma il cibo. Questa la sfida che vuole affrontare il Comune: creare un circolo virtuoso legato all’ecosostenibililtà di quello che mangiamo e dell’ambiente più in generale. Per farlo si è individuata una “cabina di regia” sulla quale intervenire. Luogo tra i più simbolici e che vive uno stato di prolungato degrado: il mercato annonario.

Riviera24.it continua il viaggio alla scoperta di come cambia Sanremo, proponendovi – dopo che la settimana scorsa è stato descritto in anteprima il progetto di restyling di Piazza Borea – i dettagli progettuali della riqualificazione di piazza Eroi.

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Nel progetto preliminare che il Comune presenterà per ottenere il finanziamento europeo del programma “Urban innovative actions – 3rd call for proposals, Orto Dotto”- a disposizione fino a 5 milioni di euro -, è previsto un profondo ripensamento della struttura pubblica.

Gli 84 banchi presenti nel plateatico saranno ridotti di 12 unità (il Comune da tempo sta rifiutando il rinnovo delle licenze), e gli spazi verranno riorganizzati per avere un ambiente più aperto e vivibile. Quelli che rimarranno, saranno modernizzati e diventeranno tendenzialmente chiusi, in modo da poter tenere i cancelli aperti al pubblico anche quando le attività si fermano (per evitare il rischio furti). Non solo più frutta e verdura, sarà permessa la vendita anche di nuovi prodotti derivati.

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La parte che ora ospita i Caf della Cisl e l’anagrafe diventerà sede di tanti piccoli localini nei quali si potranno degustare i prodotti tipici locali, anche quelli acquistati nell’arco della giornata dai produttori. Una filosofia che ha fatto fare fortuna ai supermercati di Eataly: dal produttore al consumatore.

Mattina, pomeriggio e sera il mercato verrebbe vissuto nelle diverse fasi della giornata, in modo da riqualificare l’area andando a funzionare come faro in un contesto avvolto dalla micro-criminalità e dall’accattonaggio.

Data la portata innovativa del progetto, abbiamo chiesto direttamente al sindaco Alberto Biancheri un commento: “E’ un progetto con una visione straordinariamente importante per la città, sia sotto il profilo del tessuto economico-sociale, sia per gli importanti risvolti occupazionali che può avere. Io credo che la filiera dell’agroalimentare, dall’agricoltura alla ristorazione passando per la commercializzazione, sia un comparto che possa conoscere un forte sviluppo, se ben sostenuto da oculati investimenti dell’amministrazione”.

 

Il progetto si articola in due filoni, separati ma interconnessi tra loro. Uno è quello del completo restyling del Mercato Annonario, progetto su cui stiamo lavorando con molte persone, per portare questa struttura ad un livello diverso e molto competitivo, sia in termini di offerta che di spazi. L’altro, su cui ci stiamo muovendo attraverso un finanziamento europeo da diversi milioni di euro, l’Innovative Actions, permetterebbe di rafforzare, riqualificare e rinnovare l’intera filiera dell’agroalimentare, del km 0, con prospettive davvero interessanti in termini di ricadute occupazionali. L’auspicio è quello che si riesca a vincere il bando e ad accedere al finanziamento. Sarebbe un risultato importantissimo”.

Arriviamo ai nodi. Come organizzare i lavori e non provocare disagio a chi, ieri come oggi, nel mercato opera e lavora. Si pensa di intervenire dividendo in tre tranche l’operazione. Se il tempo di realizzazione previsto, almeno per il primo lotto – quello della riorganizzazione interna – sarà di circa 6 mesi, l’ipotesi è intervenire ogni due per porzione.

Questa prima parte del progetto è quella a cui si stanno dedicando l’assessore Giorgio Trucco e il consigliere Antonio Fera. Il milione e 750 mila preventivati è già pronto. Si attende quindi il via alla fase di riorganizzazione.

Esiste però un collegamento tra la fase uno e le altre di cui ha parlato anche il primo cittadino. Preparare gli spazi è il primo passo, pensare a dove collocare tutta la parte di innovazione e ricerca il secondo. Di cosa parliamo? Di un laboratorio di educazione ambientale per l’insegnamento delle buone pratiche in tema di corretto sfruttamento delle risorse. Un incubatore di imprese innovative nel settore alimentare. Sviluppo e ricerca sui problemi della natura e sui processi produttivi finiranno in un’unità operativa destinata alla raccolta e alla elaborazione dei dati ambientali.

L’esterno. Si prevede di coprire la superficie del tetto di pannelli fotovoltaici per aumentare la sostenibilità energetica dell’edificio. La terrazza ove adesso si parcheggia perderà quella funzione per essere adibita a dehor dei ristorantini. Uno degli aspetti più ricercati è la riqualificazione dell’ingresso originario a nord, dove si vuole inserire una lunga scalinata che porti al piano rialzato.

Risorse e prospettive occupazionali. Il Comune stima che serviranno 360 addetti, il doppio degli attuali operatori, per sostenere l’apertura durante tutto l’arco della giornata. Quanto al budget, per gli interventi diversi dalla ricollocazione dei banchi, la spesa complessiva è di 3 milioni e 880 mila euro, di cui si spera di ottenere 3 milioni e 104 mila di finanziamento comunitario, mentre 776 mila verranno stanziati dagli enti coinvolti.

Erano passati 15 anni dalla fine della guerra e il mercato prendeva vita, a 70 di distanza sembra arrivato il momento per concedergliene una nuova.

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