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Sanremo, aumentano i detenuti e le aggressioni alla Polizia Penitenziaria

Uil: "Sezioni per detenuti violenti, servono corsi e strumenti per i poliziotti"

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“I reati in carcere sono triplicati e le aggressioni nei confronti della Polizia Penitenziaria sono quasi raddoppiate: la situazione è al collasso, servono interventi urgenti”. Non usa mezzi termini Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Pa Polizia Penitenziaria che lancia un grido d’allarme. Un grido che ha già lanciato invano nelle sedi opportune, interessando anche il Ministero del Lavoro per quanto attiene all’applicazione del D. Lgs 81/2008.

I numeri parlano chiaro: le aggressioni sono passate dalle 344 registrate nel 2013 alle attuali 525, i reati commessi in carcere da 983 a 2.458, gli atti vandalici sono ora 1904 rispetto ai 663 di quattro anni fa mentre le risse tra detenute sono lievitate da 38 a 51 ( dati nazionali 2017 ). Cifre importanti e preoccupanti che confermano una escalation alla quale occorre porre un freno.

Un freno per ripristinare la legalità all’interno degli istituti penitenziari ma, anche e soprattutto, per salvaguardare l’incolumità fisica e garantire l’applicazione delle norme in materia di “salute e sicurezza” a coloro che, con il loro lavoro, rappresentano lo Stato all’interno delle carceri. In Liguria aumentano le escalation di aggressioni e il carcere di Genova Marassi è quello con il numero di aggressioni più elevato seguito da quello di Sanremo. Nel frattempo i poliziotti sono stati dotati di occhiali anti-sputo e proprio nei giorni scorsi un poliziotto penitenziario in servizio al Marassi è stato colpito in pieno volto da un detenuto tossicodipendente, che si è rifiutato di sottoporsi alle analisi. “E’ giunto il momento – conclude il sindacalista – che l’Amministrazione Penitenziaria si adoperi nell’istituire sezioni per detenuti violenti, nel organizzare corsi di autodifesa e doti la Polizia Penitenziaria di valida strumentazione”

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